Capitolo 7
luci sul retro del caboose, l'aveva avvertito.
Lui fermò la sua macchina per forse quindici secondi per assicurarsi che il
attraversare era chiaro, poi cominciato di nuovo su, un po' scosso dallo stretto
fuga. Lui battè cautamente attraverso le piste di ferrovia.
Il resto del viaggio era un incubo. Il sobborgo attraverso il quale lui era
passando sembrò avere congelato. Salvi per l'angolo accende, c'era
nessun segnale della vita. I tetti e marciapiedi brillarono con ghiaccio. Di quando in quando
la macchina colpì un colpo sordo e scivolò pericolosamente. Punta aveva dimenticato il suo
passeggero, dimenticato il ristorante, il caffè, il tempo stesso. Lui
solamente ricordò che lui aveva freddo--quasi insopportabilmente freddo.
Poi lui cominciò a prendere nota delle case. C'era No 916. Lui guardò
avanti. Queste erano case del tipo più povero, le case di lavoratori
situato sull'orlo esterno del sobborgo di Fine Est. Divertente--il
donna bellamente vestita--tale quartiere povero--
Lui venne ad un alt di fronte ad un bungalow cadente dove si accosciò scuramente
la notte. Rigido con raffreddore, lui giunse di nuovo alla sua mano alla porta sul
diritto della macchina, e con difficoltà l'aprì. Poi lui parlò:
"Qui lo y'are, Signorina--No 981!"
Non c'era risposta. Punta ripetè:
"Qui y'are, signorina."
Ancora niente risposta. Punta si arrampicò rigidamente dalla macchina, circondò al
tenga a freno, e bloccato la sua testa nella porta.
"Qui, signorina--"
Punta avanzò di nuovo. Poi lui mise di nuovo la sua testa nel taxi.
"Bene, io sarò--"
La cosa era impossibile, ed ancora era vero. Punta guardò fisso al posto.
La donna era scomparsa!
La cosa era assurda; impossibile. Lui l'aveva vista ottenere nel taxi al
Unione Stazione. Là, davanti alla macchina, era la sua abito-caso; ma lei
era andato--scomparve completamente, svanì senza lasciare un segnale.
Momentaneamente immemore del raffreddore, Punta trovò un fiammifero ed illuminato esso.
Tenendolo foggiò a coppa nelle sue mani, lui sbirciò all'interno del taxi. Poi lui