Capitolo 99
l'autorità del senato e la libertà delle persone romane; IO
dia il mio voto Che è e sarà un oggetto di cura ansiosa al
senato per pagare honour dovuto e mostrare la gratitudine dovuta a loro per loro
servizi che eccedono alla repubblica: e che il senato col presente gli ordini
che quando Caius Pausa ed Aulus Hirtius, i consoli eleggono, abbia
entrato sul loro ufficio, loro prendono la più prima opportunità di
consultando questo corpo su queste questioni, come sembrerà a loro conveniente
per la repubblica, e degno della loro propria integrità e la lealtà.
LA QUARTA ORAZIONE DI M.T. CICERONE CONTRO MARCUS ANTONIUS.
CHIAMATO ANCHE LA QUARTA FILIPPICA.
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L'ARGOMENTO.
Dopo avere fatto il discorso precedente nel senato, Cicerone procedè,
al foro, dove lui fece il discorso seguente alle persone,
darli informazioni di quello che era stato fatto.
IO. I grandi numeri nei quali Lei è soddisfatto qui questo giorno, romani di O e
questa riunione, più grande che, sembra a me, io mai ricordo, inspira
io con ambo un'ansia che eccede per difendere la repubblica, e con un
la grande speranza di ristabilirlo. Anche se il mio coraggio ha davvero mai
fallito; quello che è stato unfavourable è il tempo; ed il momento che
quello è sembrato mostrare alcuna alba di luce, io subito sono stato il
leader nella difesa della Sua libertà. E se io avessi tentato di avere
fatto così prima, io non dovrei essere capace così ora fare. Per questo giorno, O
Romani, (che Lei non può pensare che è ma un affari trascurabili in che
c'è stato impegnato,) le fondamenta sono state gettate per futuro
azioni. Per il senato è stato più contento col disegnando
Antonius un nemico in parole, ma ha mostrato da azioni che pensa
lui uno. Ed io molto sono animato ora più ancora, perché Lei anche con
unanimità così grande e con tale clamour ha sanzionato nostro
dichiarazione che lui è un nemico.
E davvero, romani di O, è impossibile ma che o gli uomini devono
sia empio chi hanno imposto eserciti contro il console, altrimenti che lui