Capitolo 46
A quello passo lungo viene al buio; 200
Con bisbiglio lontano-sentito, o'er il mare,
Via colpo la spectre-abbaio.
[Sidenote: All'aumento della luna.]
Noi ascoltammo e guardammo lateralmente su!
Tema al mio cuore, come ad una tazza,
Il mio vita-sangue sembrò centellinare! 205
Le stelle erano fioche, e spesse la notte,
La faccia dello steersman dalla sua lampada brillò bianco;
Dalle vele la rugiada gocciolò--
Coltivi clomb sopra della sbarra orientale
La Luna cornuta, con una brillante stella 210
All'interno della punta inferiore.
[Sidenote: uno dopo l'altro,]
Uno dopo uno, dalla Luna stella-accanita,
Troppo rapido per gemito o sospiro,
Ognuno girò la sua faccia con un tormento orribile,
E bestemmiò io col suo occhio. 215
[Sidenote: i Suoi compagni di bordo lasciano cadere in giù morto.]
Quattro calcolano cinquanta uomini viventi,
(Ed io sentii né sospiro né gemito)
Con botta pesante, un grumo esanime,
Loro lasciarono cadere in giù uno alla volta.
[Sidenote: Ma Vita-in-morte comincia il suo lavoro sul Marinaio antico.]
Le anime facevano dalla loro mosca di corpi,--220
Loro fuggirono a beatitudine o il dolore!
Ed ogni anima, mi passò da,
Come il fischi della mia croce-arco!"
DIVIDA IV
[Sidenote: Il feareth di Matrimonio-ospite che un Spirito sta parlandogli;]
"Io Temo thee, Marinaio antico!
Io temo thy mano magra! 225
E tu l'arte lungo, ed allampanato, e marrone,
Come è la mare-sabbia munita di coste.
Io temo thee e thy il brillante occhio,
E thy mano magra, così marrone."--
"Non mi tema, non tema, tu il matrimonio-ospite! 230
Questo dropt del corpo non in giù.
[Sidenote: Ma l'assureth di Marinaio antico lui di vita fisica sua, e
proceedeth per riferire la sua penitenza orribile.]
Da solo, da solo tutti, del tutto da solo,
Da solo sul largo, mare largo!
E mai un santo non assunse la pietà
La mia anima in agonia. 235