Rev. W. Lucas Collins
Capitolo 45
ordine equestre, ed infatti, come lui dichiara, "tutti gli uomini onesti" (era
i suoi favourite chiamano per uomini di sua propria festa); adottò lo stesso vestito a
mostri la loro comprensione, e venti milli gioventù di buona famiglia--tutti in
piangendo--l'accompagnò attraverso la città. Il Senato incontrò anche e passò
una decisione che la loro casa intera dovrebbe porsi anche piangendo. Ma
Gabinius, uno dei consoli subito chiamato una riunione pubblica, ed avvertì
le persone per non commettere l'errore di pensare che il Senato era Roma.
Invano, anche, era alcun appello personale che Cicerone potrebbe fare all'unico
due uomini che avrebbero avuto l'influenza abbastanza per ondeggiare il voto popolare. Lui
era apparentemente su buono chiama ambo con Pompey e Cesare; infatti, lui
gli fabbricato la sua polizza così essere. Lui previde quello sul loro corso futuro
probabilmente dipenda il fato di Roma, e lui lo persuase, forse
onestamente, che lui potesse farli i "migliori cittadini." Ma lui ebbe fiducia
né; ed ambo la sega in lui un ostacolo alla loro propria ambizione. Cesare
ora guardò freddamente su, non insieme spiacente alla svolta che avevano affari
preso, e suggerì debolmente forse della "misura più mite" quello forza
serva a soddisfare il caso. Da Pompey Cicerone un diritto doveva cercare alcuni
appoggio attivo; effettivamente, tale era stato promesso in caso di bisogno. Lui gettò
lui ai suoi piedi con preghiere e ferite lacere, ma anche questa ultima umiliazione
era invano; e lui anticipò l'esecuzione di quel editto disonorevole
da un prelevamento volontario in esilio. Piso, uno dei consoli aveva
satiricamente suggerì così quello che è probabile che lui salvi Roma" un secondo tempo. Il suo
proprietà subito fu confiscata; le sue ville a Tusculum ed a Formiae
fu depredato e posò spreco, i consoli che chiedono l'azione del leone di
il bottino; e Clodius, con suo armato assalga tumultuando, fuoco di set alla casa nobile
sul Palatino, lo distrusse alla terra, ed eresse sul luogo un tempio