Rev. W. Lucas Collins
Capitolo 93
Timanthes, con quattro colours primitivi loro come comparato col più
scuole finite di Protogenes ed Apelles.
CAPITOLO IX.
LA CORRISPONDENZA DI CICERONE.
IO. ATTICUS.
Sembra meraviglioso come, nel mezzo di tutto il suo lavoro, Cicerone trovò tempo a
tenga su tale corrispondenza voluminosa. Qualche cosa come ottocento di
le sue lettere ancora rimangono a noi, e c'erano volumi interi di loro lunghi
preservò quali ora sono lost,[1] non dire niente dei molto molti quale può
mai non è stato pensato valore preservando. La disposizione segreta in suo meraviglioso
energia e l'attività. Noi lo troviamo scrivendo lettere di fronte a giorno-interruzione, durante
il servizio dei suoi pasti, sui suoi viaggi e dettandoli ad un
amanuense come lui camminò su ed in giù prendere esercizio indispensabile.
[Nota in calce 1: Raccolte delle sue lettere a Cesare, Brutus, Cornelius Nepos
lo storico, Hirtius, Pansa ed a suo figlio, è saputo di essere esistito.]
I suoi corrispettivo erano di pressocché tutte varietà di posizione e carattere,
da Cesare e Pompey, i grandi uomini del giorno, in giù a suo nazionale
servitore e segretario, Tiro. Fra loro era ricco ed agio-amoroso
Ad Epicurei piacciono Atticus e Paetus, ed uomini pari di piacere come Caelius:
a Stoics gravi piace Cato, a patrioti ansiosi piacciono Brutus e Cassius, autori
come Cornelius Nepos e Lucceius gli storici, Varro il grammatico,
e Metius il poeta; uomini in che bagnarono con letteratura un gentiluomo-come
modo, come Hirtius ed Appius ed il critico letterario e compiuto e
patrono del giorno--lui di nessuna cattiva reputazione come poeta, oratore, e
storico--Caius Asinius Pollio. I poteri versatili di Cicerone trovarono nessuno
la difficoltà nell'andare bene i contenuti di sue proprie lettere al vari
gusti ed interessa dei suoi amici. Qualche volta lui spedisce al suo
corrispondente quello che era infatti un diario politico del giorno--piuttosto
unilaterale, deve essere confessato, come sono tutti i diari politici, ma
fornendoci con articoli di intelligenza che getta luce, come nulla