R. Cohen
Capitolo 16
il turco attacca.
Mustapha ora trasferì la parte principale del suo esercito all'altro lato
del Grande Harbour, e, disegnando una linea di trinceramenti lungo il
altezze sul suo lato orientale, riuscì nell'investire completamente i due
penisole di Senglea ed Il Borgo. Batterie furono stabilite ed un
bombardamento continuo cominciò, il Forte dell'essere dell'obiettivo principale San Michael
alla fine di Senglea sulla quale un fuoco che converge fu portato per nascere.
Incapace portare la sua flotta nel Grande Harbour sotto le pistole di Via
Angelo, Mustapha aveva ottanta galee trascinate attraverso il collo di Monte
Sceberras e lanciò sulle acque superiori del Grande Harbour. Questo
era un colpo agli assediarono, come intese un attacco da mare così come
da terra, e La Valette rese possibile tutte le preparazioni incontrare il
pericolo. Lungo il lato di sud-ovest di Senglea, dove è bassa la spiaggia,
lui costruì, con l'aiuto dei suoi tuffatori maltesi, un molto fisso e
staccionata potente per impedire alle galee di nemico di correre a riva,
e lui collegò anche su Il Borgo e Senglea con un ponte galleggiante.
Luglio 15 i turchi consegnarono un grande assalto da mare e da terra. Il
attacchi da mare, sotto il comando del rinnegato Candellissa, provò
il più formidabile. Al momento critico i difensori furono gettati
in confusione da un'esplosione sui bastioni durante che il
Turchi erano capaci fare il loro modo attraverso la staccionata e nel
fortezza, essendo controllato con difficoltà dalla resistenza disperata di
la guarnigione e finalmente guidato fuori da un rinforzamento opportuno spedito
di La Valette. Dieci carichi di truppe spediti incautamente da Mustapha
si messo in mostra alle pistole di San Angelo ed era pressocché tutti affondati,
mentre l'attacco sul lato di terra, condusse da Hassan, Viceré di Algeri
e figlio di Khaired-chiasso Barbarossa, provò un fallimento assoluto.
Come all'assedio di Rhodes, così al Malta, una parte distinta del
le fortificazioni erano state assegnate ad ogni langue per difendere. Il langue