W. G. (William Gershom) Collingwood
Capitolo 28
Del vero anticipo fu fatto questo inverno (1831-32) col suo Shelleyan
"Sonetto ad una Nube" e le sue imitazioni delle "ebreo Melodie di Byron,"
da che lui il learnt come concentrare espressione, ed usare ricco
vocale-suoni e consonanti liquide con effetto rotolante. Un più profondo e
svolta più seria di pensiero del quale gradualmente usurpò il luogo il
prima effervescenza di ragazzo, è stato tracciato da lui all'influenza di
Byron, in chi mentre altri non videro niente più dell'intelligenza e passione,
Ruskin percepì una mente seria ed un giudizio di suono.
Ma il poema più sincero--se la sincerità sia marcata da frase facile
e rima trascurata--il "uggiolare lirico" e più genuino di questo periodo, è
quella canzone nella quale il nostro ragazzo-poeta versò avanti la sua brama per il "blu
colline" che lui aveva amato come un bambino, e per quelle guglie di Coniston su che,
quando lui divenne vecchio e gravemente colpito, lui ancora dovette vedere la mattina
interruzione. Quando lui scrisse questi versi lui aveva quasi quattordici anni, o solo passato
il suo compleanno. Era stato diciotto mesi siccome lui era stato in Galles,
e tutto lo stanco mentre lui non aveva visto montagne; ma nei suoi rammarichi lui
ritorna più lontano ancora un anno, riparare sulle colline di Lakeland, meno
maestoso che Snowdon, ma più accattivato, e lui descrive il suo
sensazioni su avvicinarsi agli oggetti adorati nei molti termini che
Dante usa per la sua prima vista di Beatrice:
"Io stanco per il fontana spumare,
Per holm ombroso e collina;
La mia mente è sul montagna errare,
La voce del mio spirito ancora è.
"Le guglie sono sole su Coniston
E la valletta di Glaramara;
E cupo sul possente,
Il nube-enwreathed Mare-precipiti...."
"C'è un brivido di delizia strana
Quello passa o'er tremante io,
Quando aumento di colline blu sulla vista,
Come nubi di estate di fronte a me."
Giudichi, poi, della delizia con la quale lui girò sulle pagine di un nuovo
prenoti, lo dato questo compleanno da qualche genere il Sig. Telford in cui la carrozza