Capitolo 49
mondo su che ha conferito benefici più essenziali o più durevoli
umanità; su questi paesi, certamente nessuno. Quando io guardo al
meriti di astratto del suo carattere, io lo contemplo con
ammirazione e riverenza. Dio di un principato piccolo--bisognoso
di tutte le risorse ma quelli delle quali aveva dotato natura
lui--riguardò con gelosia ed invidia da quelli cui le battaglie lui
lottato; contrastato in tutti i suoi consigli; imbarazzato in tutti il suo
movimenti; abbandonato nelle sue imprese più critiche--lui continuò
foggiare tutti quelli materiali discordi, governare tutti questi
interessi guerrieri, e soltanto dalla forza del suo genio, il
ascendente della sua integrità, e la fermezza immobile e
costanza della sua natura, combinarli in un indissolubile
alleanza contro gli schemi di dispotismo ed universale
la dominazione del monarca più potente in Europa, appoggiò dal
generals di ablest, alla testa del più coraggioso e meglio disciplinò
eserciti nel mondo, e maneggiando, senza controllo o controlla, il
risorse illimitate del suo impero. Lui non era un completi
generale; uomini militari indicheranno i suoi errori; in quel rispetto
La fortuna non faceva favour lui, salvi gettando il lustri di
l'avversità su tutte le sue virtù. Lui sostenne sconfigga dopo sconfitta,
ma sempre la rosa _adversa rerum immersabilis unda_. Guardando soltanto
alle sue brillanti qualità e conseguimenti, io l'ammiro come io faccio un
Scipio, un Regulus, un Fabius; un modello del coraggio tranquillo,
probità costante, ed armato con una risolutezza e costanza
nella causa della verità e la libertà alla quale lo resero superiore
gli incidenti che controllano il fato di uomini all'ordine del giorno.
"Ma questo non è tutto--io sento quell'a lui, sotto Dio io sono, a questo
momento, indebitato per il godimento delle destre che io possiedo
come un soggetto di questi paesi gratis; io gli devo le benedizioni