J. Mclaren Cobban
Capitolo 92
senza toccarla, dilettarsi nel pensiero e la vista di lei, come
uno si diletta nel vento e la luce del sole! Ma non poteva essere. Io potevo
solamente appare società appropriata per lei se io rinfrescai e mi fortificai
come io ero stato avvezzo; ma il mio disgusto nuovo di me, e compatisce per mio
vittime, mi fece rabbrividire al pensiero. Cosa poi? Qui io sono, ed il
tempo è venuto (come quel dottore di vecchio lo detto) quando morte appare più
bello ed amichevole e desiderabile che la vita. Mi perdoni,
Lefevre--mi perdoni su Nora part,--e mi perdona nel nome di creatura umana
natura."
Lefevre non poteva rispondere per il momento. Lui sedette agitato con
heartrending singhiozza. Lui mise fuori la sua mano a Julius.
"No, no!" Julius esclamato, "io non devo prendere la Sua mano. Lei sa che io devo
non."
"Prenda la mia mano", Lefevre pianto. "Io so quello che vuole dire. Reclami la mia vita!
Mi lasci ma abbastanza per recuperare. Io glieLa do liberamente, per io L'auguro a
viva. Lei non morrà. Da cielo! Lei non morrà. O Julius, Julius!
perché non mi disse tempo fa questo? Scienza ha risorsa abbastanza a
La consegni dal Suo errore."
"Lefevre", detto Julius,--e i suoi occhi luccicarono di ferite lacere ed il suo
voce debilitante fu ostruita,--la "Sua amicizia mi trasporta profondamente--al
anima. Ma scienza non può fare niente per me: scienza non ha ancora sufficiente
conoscenza del principio sulla quale io vissi. Lei mi ha, poi,
viva avanti ed indietro soltanto on,--passeggero fra umanità come un avvizzimento, prendendo
l'energia della vita, anche da whomsoever io non posso? No, io devo morire!
Morte è migliore!"
"Io non Le permetterò di morire", Lefevre detto, sorgendo assumere un ritmo o due
il ponte. "Lei ritornerà a casa con me. Io alimenterò la Sua vita--là
è dozzine inoltre me chi saranno contenti per assistere--fino a Lei è
guarito del demone divoratore che Lei ha allevato all'interno di Lei."
"No, no, no, il mio caro amico!" Julius pianto. "Io ho fermamente peccato
contro la legge più vitale della vita."
"Julius", Lefevre detto sopportandolo su, la "mia amicizia il mio amore per