Capitolo 99
stesso sacrificio, invochi altri dei con encomio uguale. Quando Agni, il signore
di fuoco, è indirizzato dal poeta, lui è parlato di come il primo dio, non
inferiore anche ad Indra. Mentre Agni è invocato Indra ha dimenticato; c'è
nessuna competizione tra i due, né alcuna rivalità tra loro ed altro
dei. Questa è una più importante caratteristica della religione del Veda, e
non è stato preso mai nell'esame da quelli su che hanno scritto il
storia del politeismo antico."[43]
"È curioso", dice Mueller, guardare il quasi impercettibile
transizione da che i fenomeni di natura, se è riflesso nella mente di
il poeta, presuma il carattere di esseri divini. L'alba frequentemente è
descrisse nel Veda come è probabile che sia descritto da un poeta moderno. Lei è
l'amico di uomini, lei sorride come una giovane moglie, lei è la figlia di
il cielo." "Ma la transizione da _devi_, il brillante, a _devi_ il
dea, è così facile; la figlia del cielo presume così prontamente lo stessa
personalità che è data al cielo, Dyaus, suo padre che noi possiamo solamente
indovini se in ogni passaggio il poeta sta parlando di un brillante
apparizione, o di una brillante dea; di una naturale visione, o di un visibile
divinità. L'inno seguente di Vashishtha servirà come un esempio:--
"Lei splende su noi, come una giovane moglie scovando ogni essere vivente a
vada al suo lavoro. Il fuoco doveva essere fatto accendere da uomini; lei portò luce da
colpendo in giù l'oscurità.
"Lei colorò di rosa su, mentre spargendo lontano e largo, e commovente verso ogni uno. Lei
crebbe in luminosità, mentre portando il suo indumento brillante. La madre del
vacche (delle nubi di mattina), il leader dei giorni, lei splese
oro-colorato, bello vedere.
"Lei, il fortunato che porta l'occhio del dio che conduce il bianco
ed il bel destriero (del sole), l'Alba fu vista, rivelò dai suoi raggi;
con tesori brillanti lei segue ogni uno.
"Tu che l'arte una benedizione dove tu l'arte vicino, guidi lontano via il