Le Dispute di Tusculan di Cicerone - Anche, Trattati Su La Natura Di I Dei, E Su La Repubblica

Marcus Tullius Cicero

Capitolo 12

uomo superiore a tutti altri, ambo in genio ed industria (io sempre
ometta Platone), dopo avere abbracciato questi quattro generi noti di
principi dai quali tutte le cose deducono la loro origine, immagina quello
c'è una certa quinta natura, da donde viene all'anima;  per a
pensi, prevedere, imparare per insegnare, inventare qualsiasi cosa e molti
altri attributi dello stesso genere, come ricordare, amare a
odi, desiderare, temere per essere lieto o scontento--questi, e
altri come loro, esista, lui pensa, in nessuni di quelli primi quattro generi:
su tale conto lui aggiunge un quinto genere che non ha nome e così da un
nome nuovo lui chiama l'anima [greco: l'endelecheia], come se fosse un
certo continuò e moto perpetuo.

XI. Se io non ho dimenticato senza volere qualsiasi cosa, questi sono il
opinioni principali riguardo all'anima. Io ho omesso Democritus, un
uomo molto grande davvero, ma uno che deduce l'anima dal fortuito
concorso di piccolo, accenda, e sostanze rotonde;  per, se Lei crede
uomini della sua scuola, non c'è niente che non può una folla di atomi
effetto. Quale di queste opinioni è vero, del Dio deve determinare. È
un'importante domanda per noi Che abbiamo il più aspetto della verità?
Noi, poi preferiamo determinare tra loro, o può noi ritorniamo
il nostro soggetto?

_A._ che io potrei augurare ambo, se possibile;  ma è difficile mescolarli:
perciò, se senza una discussione di loro noi possiamo liberarci delle paure
di morte, ci permetta di procedere fare così;  ma se questo non sarà fatto
senza spiegare la domanda su anime, ci permetta di ora avere quello, e
l'altro ad un'altra durata.

_M._ io prendo quel piano per essere il meglio, quale io percepisco Lei è inclinato
a;  per ragione dimostrerà che, chiunque delle opinioni che io
ha affermato è vero, deve seguire, poi, quella morte non può essere un
cattivo;  o che deve essere piuttosto qualche cosa desiderabile;  per se o il
cuore, o il sangue, o il cervello, è l'anima, poi certamente il
anima, mentre essendo corporale, deve perire col resto del corpo;  se è
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