Capitolo 2
villa dove loro furono contenuti.
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PRENOTI IO.
SU IL DISPREZZO DI MORTE.
IO. Ad una durata quando io avevo completamente, o ad un grande grado, si rilasciò
dai miei lavori come un fautore, e dai miei doveri come un senatore, io avevo,
ricorso di nuovo, Brutus, principalmente dal Suo consiglio, a quelli studi
quale non era stato fuori di testa mai, anche se trascurato a durate, e
quale dopo che un intervallo lungo che io ho ripreso; ed ora, fin dai principi
e regole di tutte le arti che riferiscono a vivendo bene dipendono dallo studio
di saggezza che è chiamata la filosofia io l'ho pensato un lavoro
degno di me per illustrarli nella lingua Latina, non perché
la filosofia non poteva essere capita nella lingua greca, o dal
insegnando di padroni greci; ma è stata la mia opinione sempre che nostro
contadini hanno, in degli esempi, scoperte più sagge e fatte che il
Greci, con referenza a quelli soggetti che loro hanno considerato
degno di dedicare la loro attenzione a, ed in altri ha migliorato su
le loro scoperte, così che in un modo o altro noi li superiamo su ogni
punto; per, con riguardo ai manners e le abitudini della vita privata, e
famiglia ed affari nazionali, noi certamente li maneggiamo con più
eleganza, e migliore che loro facevano; e come alla nostra repubblica che nostro
antenati hanno, oltre ogni disputa, formò su migliori dogane e leggi.
Cosa dirò dei nostri affari militari; in che hanno i nostri antenati
stato molto eminente in valore, ed ancora più così nella disciplina? Come a
quelle cose che non sono raggiunte da studio, ma natura, né
La Grecia, né alcuna nazione, è comparabile a noi; per che persone ha
visualizzato tale gravità, tale fermezza, tale grandezza di anima,
probità, la fede--tale virtù distinta di qualche genere, come essere uguale
ai nostri antenati. Nell'imparare, davvero e qualche i generi della letteratura,
Grecia c'eccelse, ed era facile fare così dove c'era nessuno
competizione; per mentre fra i greci i poeti erano i più antichi