Capitolo 43
ecceduto quello del misero; o come se c'era alcuna certezza in
affari umani; o, di nuovo, come se c'era fondazione più razionale per
la speranza che la paura. Ma se noi dovessimo accordarli anche questo, che uomini sono da
morte privò di buone cose; lo segue che i morti sono
perciò in bisogno delle buone cose della vita, e è misero su quello
conto? Certamente loro necessariamente devono dire così. Colui che non fa
esista sia in bisogno di qualsiasi cosa? Essere in bisogno di ha un suono tristezza,
perché esso in ammontari di effetto a questo--lui aveva, ma lui non ha; lui
rammarichi, lui guarda di nuovo su, lui vuole. Tale è, io suppongo, il
le angosce di uno di che è in bisogno. È deprivato di occhi? essere
nascondiglio è disagio. È bisognoso di bambini? non averli è
disagio. Queste considerazioni applicano al viventi, ma i morti sono
né in bisogno delle benedizioni della vita, né della vita stessa. Ma quando
Io sto parlando del morto, io sto parlando di quelli che hanno nessuno
esistenza. Ma può alcuno che uno dice di noi che esistiamo che noi vogliamo
corna o ali? Certamente non. A si dovrebbe chiedere, perché non? la risposta
sarebbe, che non avere quello che né il costume né natura è andata bene
Lei per non implicherebbe una mancanza di loro, anche se Lei sia assennato
che Lei non li aveva. Questo argomento dovrebbe essere pigiato su e su
di nuovo, dopo che quel punto è stato stabilito una volta, quale, se anime sono
mortale, non ci può essere disputa circa--io voglio dire, che la distruzione di
loro da morte sono così interi come rimuovere anche il minimo sospetto di alcuno
senso rimanendo. Quando, questo punto è incagliato una volta perciò, bene e
stabilito, noi dobbiamo definire correttamente quello che vuole dire il termine per volere; quello
non ci può essere errore nella parola. Volere, poi significa questo: a
sia senza che che Lei sarebbe contento per avere; per inclinazione per un
cosa è implicata nella mancanza di parola, mentre omettendo quando noi usiamo la parola in un
senso completamente diverso, come noi facciamo quando noi diciamo che una febbre sta volendo