Le Dispute di Tusculan di Cicerone - Anche, Trattati Su La Natura Di I Dei, E Su La Repubblica

Marcus Tullius Cicero

Capitolo 48

presente che noi siamo snervati dalla mollezza delle nostre immaginazioni, così che,
se noi dovessimo lasciare questo mondo di fronte alle promesse dei nostri indovini
è fatto buono a noi, noi dovremmo pensarci deprivati di alcuno grande
vantaggi, e sembra deluso ed abbandonato. Ma se, attraverso la vita, noi
è in ansia continua, mentre ancora aspettandosi, ancora desiderando e è in
dolore continuo e tortura, buoni Dei! come piacevole deve quel viaggio
sia quali fini in sicurezza ed agio! Come lieto è io con Theramenes!
Di come elevato un'anima lui appare! Per, anche se noi non leggessimo mai di
lui senza ferite lacere, ancora quell'uomo illustre non sarà lamentato in
la sua morte che, quando lui era stato imprigionato dal comando del
trenta tiranni, bevve via, ad un tiro, come se lui avesse avuto sete,
la tazza avvelenata, e buttò il resto di lui con tale forza
che suonò come precipitò;  e poi, su sentire il suono del
gocce, lui disse, con un sorriso, "io bevo questo al più eccellente
Critias" che era stato il suo nemico più amaro;  per lui è consueto fra
i greci, ai loro banchetti per chiamare la persona a chi loro intendono
consegnare la tazza. Questo celebrò uomo era piacevole all'ultimo, anche
quando lui aveva ricevuto il veleno nei suoi intestini, e veramente indovinò il
morte di quell'uomo che lui chiamò quando lui bevve il veleno, e quello
morte seguì presto. Chi quello pensa morte un cattivo potrebbe approvare del
la parità del temperamento in questo grande uomo all'istante di morire? Socrate
venuto, alcuni anni dopo, alla stessa prigione e la stessa tazza da come
la grande iniquità da parte dei suoi giudici come i tiranni esposti quando
loro giustiziarono Theramenes. Quello che è un discorso che che Platone gli fabbrica
consegni prima i suoi giudici, dopo che loro l'avevano condannato a morte!

XLI. "Io non sono senza le speranze, giudici di O che è un favorevole
circostanza per me che io sono condannato per morire;  per uno di questi due
necessariamente devono accadere cose--o quella morte mi spoglierà
completamente di ogni senso, altrimenti che, morendo, io andrò da adesso da
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