Capitolo 57
fra l'evils.
_M._ Fa Lei, poi si aspetta che io sia dargli un peroration regolare,
come il rhetoricians, o precederò quell'arte?
_A._ che io non posso che Lei ha dà su ad un'arte alla quale Lei ha messo via
tale vantaggio; e Lei sia nel diritto per fare così, per, parlare il
verità, L'ha messo anche via. Ma quale è quel peroration? Per io
dovrebbe essere contento sentirlo, qualunque cosa che è.
_M._ è consueto, nelle scuole, produrre le opinioni del
Dei immortali sulla morte; né è queste opinioni le frutte del
immaginazione da solo dei conferenzieri, ma loro hanno l'autorità di
Herodotus e molti altri. Cleobis e Biton sono i primi loro
menzioni, figli della sacerdotessa di Argive; la storia è un notorio.
Come era necessario che lei dovrebbe essere disegnata in un carro ad un certo
sacrificio annuale che fu solennizzato ad un tempio alcuno considerevole
distanzi dalla città, ed i bestiame bovino che erano disegnare il carro
non era arrivato, quelli due giovani uomini che io ho menzionato appena,
tirando via i loro indumenti, ed ungendo i loro corpi con petrolio,
si imbrigliato alla barzelletta. Ed in questa maniera la sacerdotessa era
portato al tempio; e quando il carro era arrivato al corretto
metta, si dice che lei abbia implorato la Dea per dare su loro, come
una ricompensa per la loro pietà, il più grande regalo sul quale un Dio potrebbe conferire
uomo. Ed i giovani uomini, dopo avere banchettato con loro madre la pelle
addormentato; e di mattina loro fu trovato morto. Trophonius e
Si dice che Agamedes abbia messo sulla stessa petizione, per loro, avendo
costruito un tempio ad Apollo a Delphi, suppliche offerte al Dio,
e desiderò di lui della ricompensa straordinaria per la loro cura e lavoro,
non particolareggiando niente, ma chiedere qualunque cosa era migliore per uomini.
Di conseguenza, Apollo significò a loro che lui l'avrebbe dato su loro
in tre giorni, e nel terzo giorno allo spuntar del giorno loro furono trovati morti.
E così loro dicono che questa era una decisione formale pronunciata da quel Dio
a chi il resto delle divinità ha assegnato la provincia di predire