Capitolo 14
il tempo che prima lui la vide, Arturo le diede tutto il suo amore. Quindi lui
consiglio cercato di Merlo, il suo consulente principale. Merlo sentì il Re
dolentemente, e lui disse: "Signore Re, quando il cuore di un uomo è messo, lui
non può cambiare. Ancora l'aveva stato bene se ye avessero amato un altro."
Quindi il Re spedì i suoi cavalieri a Leodegrance, chiedere di lui il suo
figlia; e Leodegrance acconsentì, mentre allietandosi sposarla a così
buono e cavalleresco un Re. Con la grande pompa, la principessa era,
condotto a Canterbury, e là il Re la soddisfece, e loro due
era sposi dall'Arcivescovo nella grande Cattedrale, tra il
le allegrezze delle persone.
In quel stesso giorno faceva Arturo trovò il suo Ordine del Tavolo Rotondo, il
fama di che era spargere in tutta Cristianità e sopportare
attraverso ogni tempo. Ora il Tavolo Rotondo era stato costituito Re Uther
Pendragon di Merlo che aveva voluto dire con ciò esporre chiaramente a
tutti gli uomini la rotondità della terra. Dopo che Uther morì, il Re
Leodegrance l'aveva posseduto; ma quando Arturo era sposi, lui lo spedì
a lui come un regalo, e grande era la gioia del Re a ricevendolo. Uno
è probabile che cento e cinquanta cavalieri succedano circa lui, e per
loro Merlo fece assedi o posti. Cento e ventotto facevano
Arturo cavaliere a quella grande festa; da allora in poi, se alcuni assedi fossero
vuoti, alla festa alta di Pentecost cavalieri nuovi furono ordinati
riempirli, e da magia il nome di ogni cavaliere trovato era
scritto, in lettere di oro, nel suo assedio corretto. Uno fa sedere solamente
lungo rimasto non occupato, e quell'era l'Assedio Pericoloso. No
è probabile che cavaliere l'occupi fino a che l'arrivo di Signore Galahad; per,
senza pericolo a vita sua, nessuno siederebbe là, chi non era gratis
da ogni macchia di peccato.
Con pompa e cerimonia ogni cavaliere faceva prenda su lui i voti di
vero cavalierato: rispettare il Re; mostrare la misericordia a tutti che chiesero
esso; difendere il debole; e per nessun guadagno mondano per lottare in un