Capitolo 23
risolto afferrare la distruzione del Re che, se lei guadagnasse
la spada, mai non lei ha bisogno di temere la sua giustizia per il
offenda lei aveva fatto.
E la sua opportunità venne presto. Per, in un giorno, Re Arthur risolse a
insegua il hart nelle foreste vicino a Camelot, perché lui andò via
dietro a lui la sua spada Excalibur, e prese ma una lancia di caccia con
lui. Tutto il giorno, lui inseguì un hart bianco e, quando pelle di sera,
lui aveva lontano outstripped i suoi compagni, salvi solamente due, Signore Accolon
di Gaul e Signore Uriens, Re di Sangue coagulato, il marito di Regina Morgan
le Fata lei. Quindi quando la sega di Re che l'oscurità era venuta su
loro nella foresta, lui si rivolse ai suoi compagni, mentre dicendo: "Signori, noi
sia lontano di Camelot e deve alloggiare come noi possiamo questa notte. Ci permetta di andare
diretto finché noi troveremo dove noi possiamo proteggerci un piccolo." Quindi
loro cavalcarono in avanti, ed al momento Arturo l'espied un piccolo lago
baluginando nei raggi della luna sorgente, e, come loro disegnarono più vicini,
loro scorsero, pieno nel chiaro di luna, una piccola nave, tutti appesero con
sete uguagliano all'orlo dell'acqua. Poi disse il Re ai suoi cavalieri:
"Quella è promessa di ricovero o, può essere, di avventura. Ci faccia
impastoi i nostri cavalli nel boschetto folto d'alberi ed entri in questa piccola nave."
E quando loro avevano fatto così, al momento loro si trovarono in un
correttamente ingabbi tutti appesi con sete e tappezzerie, e, nel suo mezzo, un
tavola sparse con la tariffa più di prima qualità. Ed essendo stanco e hungered
con la caccia, loro mangiarono della festa preparata e, giacendo in giù a
rimanga, fu affondato presto in sonno profondo.
Mentre loro dormirono, la piccola nave stette a galla via dalla terra, e
venne a passare che un grande si chieda succedè; per quando loro svegliarono in
la mattina, Re Uriens si trovò a casa nella sua propria terra, e
Signore che Accolon era nella sua propria camera a Camelot; ma il Re posò un
prigioniero, confine e mise in ceppi e disarmato, in una prigione sotterranea di noisome