Capitolo 25
al momento là venne a lui gentiluomini di campagna per armarlo per il combattimento; e
quando il loro servizio fu reso, la damigella disse a lui: "Signore
Cavaliere, addirittura ora là è venuto uno di che La saluta nel nome
Regina Morgan le Fata, e mi offre gli dica che la Regina, sapendo
il Suo bisogno, gli ha spedito la Sua buona spada." Poi il Re si allietò
grandemente, per lui sembrò a lui che la spada che la damigella ha dato
lui non era nessuno altro che la buona spada Excalibur.
Quando tutti erano preparati, la damigella condusse Re Arthur in una fiera
campo, e là lui vide attendendolo un cavaliere, tutti rinfoderarono in
armatura, il suo vizor in giù, e sopportando un scudo su che era nessuno
blazonry. Quindi i due cavalieri salutarono l'un l'altro, e, facendo girare
i loro cavalli, cavalcò via dall'un l'altro un po' di piccolo spazio.
Girando di nuovo poi, loro posarono lancia nel resto, e rivestendo di vimini su ognuno
altro, incontrò col rumore di tuono, e così grande era il
sciocchi che ogni cavaliere sopportò dalla sella. Rapidamente loro
guadagnato i loro piedi, e, disegnando le loro spade, diede l'un l'altro
grandi colpi; e così loro contesero ferocemente per alcuni mentre. Ma
come lui lottò, un grande si chieda venne su Arturo, per lui sembrò a lui
che la sua spada che mai di fronte allo aveva fallito, bit non sul
armatura dell'altro, mentre ogni colpo del suo nemico disegnò sangue,
coltivi la terra sulla quale lui lottò era sdrucciolevole sotto dei suoi piedi;
ed all'ultimo pressocché suo cuore andò a vuoto all'interno di lui, mentre sapendo che lui
fu tradito, e che la marca con la quale lui lottò non era
Excalibur. Ancora lui non aught dello show di quello del quale lui soffrì, ma
lottato su, sviene come lui era e spese; così che loro quello guardò
la lotta e sega come lui era dolente ferito, marvelled a suo grande
il coraggio e la persistenza. Ma al momento, il cavaliere più strano diede il
Governi un colpo che precipitò sulla spada di Arturo, e così fiero era il