Capitolo 71
aveva costituito del tutto pronto il pasto di sera. Poi loro li sedettero in giù a
cena, il vecchio uomo e sua moglie con Geraint tra loro; ed il
domestica equa, Enid, aspettato su loro sebbene afflisse il Principe a
la veda fare servizio così servile.
Quindi come loro mangiarono, loro parlarono, ed al momento Geraint chiese del
causa perché il palazzo era tutto in rovine. "Cavaliere" di Signore, detto il vecchio
equipaggi, "io sono Yniol, ed una volta io ero signore di un earldom largo. Ma mio
nipote cui guardiano che io ero stato, guerra fatta su me che afferma quello
Io avevo trattenuto da lui le sue quote; ed essendo il più forte, lui
prevalso, ed afferrò le mie terre e scottato le mie sale, anche come vedono ye.
Per il townsfolk tenga con lui, perché che, coi suoi tornei
e feastings, lui porta il loro modo molti estraneo." "Quello che poi è
tutti l'addirittura ora mescoli nella città?" Geraint chiesto. "A-domani,"
detto l'Earl, "loro contengono il torneo dello Sparviere. In
il mezzo del prato è messo su due forchette, e sulle forchette un
argenti verga, e sulla verga la forma di un Sparviere. Due anni
è stato vinto dal cavaliere forte Edeyrn, e se lui la vittoria esso il
domani, sarà suo per sì, e lui lui noto come il
Sparviere." "Mi dica", Geraint pianto "è che il cavaliere che
cavalcato questo giorno con una signora ed un nano al castello duro da?" "Il
stesso", detto Yniol; "ed un cavaliere baldo che lui è." Poi Geraint disse
loro dell'insulto offrirono quella mattina a Regina Guenevere e lei
fanciulla, e come lui aveva cavalcato avanti ottenere la soddisfazione. "E
ora, io La prego", disse Geraint, mi "aiuti a venire da delle braccio, e
negli elenchi di a-domani voglia io chiamo questo Sparviere per spiegare."
"Braccio hanno io", rispose all'Earl, "vecchio ed arrugginito davvero, ancora a
il Suo servizio. Ma, Signore Cavaliere, ye non possono apparire in a-domani
torneo, per nessuno può contendere a meno che lui trae con lui una signora
di chi honour che lui giostra." Geraint poi pianto: "Dio Earl, soffra di me