Capitolo 29
Le loro due Eccellenze si trovarono faccia per affrontare al piede del
scala di greenroom, nel mezzo di una folla di brahmins i ballerini,
negresses, e superfluo femmina; due riunione di Eccellenze là;
uno che sorride, l'altro che fa smorfie sotto dello sguardo di questo curioso,
piccolo mondo accorto.
"Ah! Io l'ho preso, il mio caro collega", Sulpice pianto, moltissimo
divertito all'aria imbarazzata di Pichereau, il suo cappotto abbottonò chiusura come un
Quaker ed i suoi piccoli occhi che lampeggiano parte posteriore i suoi spettacoli, e guardando
come timido come un sagrestano prese napping.
"Io?" Pichereau balbettato. "Io? Ma il mio caro Ministro, è Lei--sì, Lei
chi io venni espressamente a cercare!"
"Qui?" Vaudrey detto.
"Sì, qui!"
"Realmente?"
"Io avevo qualche cosa per dire a Lei--io--sì, io volli--"
Il Pichereau sfortunato tirò meccanicamente e diede una scossa al suo panciotto,
presumendo poi un'aria dignitosa, grave, lui fischiò ed esitò, e
finalmente balbettò:
"Io desiderai parlare con Lei--sì--consultare con Lei su una questione di
importanza grave--riguardo alle comunità protestanti."
Sulpice non poteva frenare la sua risata.
Pichereau, con la sua occhiata di un predicatore Calvinistico stava gettando da
dietro ai suoi spettacoli occhiate ardenti nella direzione dove Marie Launay
stette in piedi, mentre ascoltando ad e ridendo al badinage di Molina. Alcuni
reporter di giornale, mentre fiutando un paragrafo abile, venne andando a zonzo su a
oda per caso del frammento della conversazione tra il ministro di
ieri e lui di a-giorno.
Guy de al quale Lissac è stato vicino spensieratamente, segretamente moltissimo divertì a
Pichereau che non si mosse ma strofinando nervosamente insieme le sue mani
stava tentando di apparire ad agio, ancora dal suo sorriso acido al suo successore
permettendo che esso fosse visto chiaramente come volentieri lui avrebbe strangolato
Vaudrey.
"Il mio caro collega", Sulpice detto, gayly del quale "noi parleremo altrove
le Sue comunità. Questo non è proprio il luogo. _Non est hic locus!_