A. (Arthur) Clutton-Brock
Capitolo 14
causalità come se a Dio. Nella sua volontà era la sua pace e la sua libertà.
Necessità di marvellous di O, tu con constrainest della ragione supremo
tutti gli sforzi di essere il risultato diretto delle loro cause, e da un
legge suprema ed irrevocabile ogni naturale azione rispetta thee da
il possibile processo più corto.
Chi crederebbero che così piccolo un spazio potrebbe contenere il
immagini di tutto l'universo? O processo possente, che talento può
giovi penetrare una natura come thine? Che volontà di lingua esso
sia che può spiegare così grande un si chieda? Verily nessuno. Questo che è
quello guida la dissertazione umana al considerato che di divino
cose. [1]
[Nota in calce 1: I detti di Leonardo citati in questo articolo sono presi
dal da di _Leonardo il Notebooks_ di Vinci, da E. M'Curdy. (Duckworth, 1906.)]
Alla causalità di Leonardo la fuga volle dire dal capriccio; volle dire un sicuro
relazione tra uomo e tutte le cose nella quale uomini guadagnerebbero il potere da
conoscenza nella quale ogni aumento di conoscenza rivelerebbe a lui più
e più della ragione suprema. Non c'era catena per lui in causa e
effettui, nessuno irriflessivo della volontà di uomo. Piuttosto da uomo di conoscenza
scopra suo proprio voglia e sa che era la volontà universale. Quindi uomo
non deve avere paura mai di conoscenza. "L'occhio è la finestra dell'anima."
Piaccia Whitman lui ci dice per guardare con l'occhio sempre, e così confondere
la saggezza di età. C'è nella visione di ogni uomo il potere di relativo
lui ora e direttamente alla realtà da conoscenza; e nel sapere altro
cose lui si sa. Da cambi di uomo di conoscenza quello che sembrò essere un
coercizione in un'armonia; lui abbandona il suo proprio capriccio per l'universale
volontà.
Quella è la religione di Leonardo, in arte come in scienza. Per lui il
artista deve riferirsi anche direttamente al mondo visibile in che
è l'unica inspirazione; accettare alcuna formula è vedere con uomini morti