A. (Arthur) Clutton-Brock
Capitolo 23
occhiata di famiglia come il boudoir di una sirena.
La maggior parte di questa finzione rimane inconscia. Noi siamo tutti così usato a lui
che noi non vediamo in lui l'espressione dell'istinto di harem morente in
donne. Ancora persiste, anche dove sarebbe l'istinto di harem
ripudiato appassionatamente. Persiste nel vestito di spesso il più più
suffragista provocatorio, in scoppi della frivolezza incongrua abbandonato
rose vistose che ancora parlano a bassa voce ricordi del Pompadour e lei
splendore colpevole e trionfante.
Ma inoltre tutta questa influenza femminile ed inconscia su arte, c'è
l'influenza di donne che gradirebbero consapevolmente arte; e ha anche un
effetto snervante sull'artista. Per il patrono femmina di arte, solo
perché ci sono maschi patroni così pochi di lui, è adatto per prendere un materno
interesse nell'artista. A lei lui è piuttosto un bambino caparbio e delizioso
che un vero uomo occupò con le vere cose, come suo marito o lei
padre o suo fratello: nessuno che può guadagnare soldi per lei e può lottare per
suo e la protegge, ma piuttosto uno che ha bisogno di essere protegguto e
humoured in un mondo che gradirebbe così poco arte. A lei, con tutti lei
passione per arte, è qualche cosa nella sua natura irrazionale, e, come un
bambino, delizioso perché irrazionale. È una fuga dalla realtà
piuttosto che una parte di lui. E così lei crederà purchessia l'artista
le dice perché lui è un artista, non perché lui è un uomo di senso; e
lei l'incoraggia per essere più di un artista che un uomo di senso. Lei
l'incoraggia per essere stravagantemente estetico, e gode tutti il suo
la stravaganza come una diversione dalla mascolinità di suono di lei proprio
umanità. C'è stanza in lei mondo prospero, facile per questi
diversioni da affari, nel momento in cui là stanza è per la carità o, forse,
religione. Il mondo può permettersi artisti come può permettersi animali domestici; come può
si permetta le belle, coltivate donne. E che anche è la prospettiva di lei