A. (Arthur) Clutton-Brock
Capitolo 49
solamente riconoscendo la nostra somiglianza a quelli che l'hanno commesso.
I tedeschi hanno commesso il grande crimine; ma loro è stato nato e
allevato in un'atmosfera che rese possibile quel crimine; e noi viviamo in
la stessa atmosfera. Il loro errore, sebbene loro lo portarono ad un estremo
in teoria ed in pratica con la stravaganza natia della loro corsa, è
l'errore del mondo Occidentale ed intero; e noi non capiremo quello che
è a meno che noi siamo consapevoli di lui in noi così come in loro. Per lui
è un mondo-errore ed uno contro i quali uomini sono stati avvertiti per secoli;
ma nel loro orgoglio loro non ascolteranno l'avvertimento. Molto del vecchio
avvertimenti, nei Vangeli ed altrove, suoni come insulsaggini a noi; noi
si aspetti che l'ecclesiastico li ripeta in chiesa; ma noi non dovremmo pensare mai
di applicarli a questo grande, riuscito, progressivo mondo Occidentale di
il nostro. Se noi non siamo felici; se noi non vediamo anche il modo alla felicità;
se tutto il nostro potere c'aiuta soltanto a distruggere l'un l'altro, o fare il
ricco più volgarmente ricco ed il povero più squallidamente povero; se il grande
energia della Germania l'ha affrettata alla sua propria rovina; ancora noi non chiediamo
se noi non abbiamo potuto commettere dell'errore fondamentale circa nostro proprio
natura e la natura dell'universo, e se Germania non ha
soltanto lo fece più sistematicamente e più filosoficamente del
resto di noi.
Ma il tedesco, perché lui è sistematico e filosofico, può rivelare
a noi quello che quel errore è in noi così come in lui. Noi non l'affermiamo
come se fosse una verità splendida; noi agiamo soltanto su lui. Lui l'affermò per
noi con assurdità così istrionica e torreggiante che noi possiamo ridere al suo
asserzione di lui; ma noi non dobbiamo ridere a lui senza imparare a ridere
a noi. Tutto questo discorso sulla volontà di ferro, su denti fissi e
spietatezza, quello che vuole dire a meno che il tedesco scelse di glorificare
apertamente e portare ad un logico estremo l'errore particolare dell'intero