A. (Arthur) Clutton-Brock
Capitolo 88
comune buono. Noi chiedemmo con ogni sovrano noi spendemmo se può
aiuti o c'impedisca nella guerra. Maurizio c'avrebbe chiedere anche se esso
aiuti o c'impedisca nell'anticipo verso una felicità generale.
E lui mise un'ulteriore domanda che in durata di guerra sfortunatamente noi
non poteva mettere, una domanda non solo sul lavoro ma sul lavoratore.
È noi, coi nostri soldi costringerlo a lavorare quello è per lui valore;
siamo, usare una vecchia frase, in considerazione del buono della sua anima? Maurizio
insistito sul nostro dovere al lavoratore più anche di sul nostro dovere a
società. Lui vide che dove le grandi masse di uomini funzionano che loro sanno
sia futile ci deve essere un standard basso di lavoro e la scontentezza incessante.
Il lavoratore non può conoscere anche la causa della sua scontentezza. Lui può pensare
lui è adirato col ricco perché loro sono ricchi; ma la vera fonte di
la sua rabbia è il lavoro che loro lo misero per fare con la loro ricchezza. E no
guerra di classe, nessuna redistribuzione di ricchezza finirà quella scontentezza se il
stesso spreco di lavori continua. Raddoppi i salarii di ogni lavoratore nel
paese, e se lui spende l'aumento su immondizia nessuno sarà alcuno
meglio via in mente o corpo. Ci sarà ancora povertà ed ancora
scontenti, col lavoro se non coi salarii.
Il problema per noi, per ogni società moderna ora, non è così molto a
ridistribuisca ricchezza; che a migliore può essere solamente un mezzi ad una fine; ma a
usi la nostra energia superflua al più buon scopo, più sprecarlo
pezzo a pezzo. Quel problema che noi abbiamo risolto, in larga misura in guerra. Noi abbiamo
risolverlo anche in pace se la pace deve valere e non è
condurre alle ulteriori guerre a casa o all'estero. La guerra stessa ci ha dati un
grande opportunità. Ha aperto i nostri occhi, se solamente noi non li abbiamo chiusi
di nuovo. Ha insegnato ogni uno nel paese il più importante di tutti
lezioni in economia politica che i libri sembrano celare spesso. E,
meglio ancora, ci ha insegnati che nelle economie noi possiamo esercitare nostro proprio