A. (Arthur) Clutton-Brock
Capitolo 91
sempre continui. È nostro proprio teme quello ci tagliò via dalla felicità da
facendoci disperare di lui. L'uomo che ha capitale lo vede come un mezzo per
proteggendo lui ed i suoi bambini da povertà; è a lui un
disapprovi, cosa difensiva, a migliore la salvaguardia di un negativo,
felicità difensiva. Quindi altri lo vedono come qualche cosa che lui ha e loro
non abbia, qualche cosa che a loro piacerebbe afferrare da lui se loro potessero.
Ma se lui considerasse capitale una cosa creativa, come i poteri della mente,
come il genio dell'artista, sarebbe poi a lui un mezzi di
felicità positiva ambo per lui e per altri. Lui direbbe
lui, non Come io mi proteggo con questo contro la tirannia di
la lotta per la vita? non Come posso investire questo? ma con Cosa posso fare
questo? Lui lo considererebbe Michelangelo vide il marmo quando lui guardò per
la forma all'interno di lui. E poi lui sorgerebbe sopra della concezione di lago
il dovere come qualche cosa noi facciamo contro le nostre proprie volontà, o della virtù come un lusso
dello spirito al quale noi scappiamo nel nostro piccolo agio dal
lotta per la vita. La virtù, dovere sarebbe per lui la vita stessa; in
creazione lui raggiungerebbe a quell'armonia del dovere e piacere che sono
felicità.
Se solamente noi potessimo vedere che l'energia superflua di umanità è qualche cosa
fuori di che fare la felicità di umanità noi dovremmo trovare nostro proprio
la felicità nella creazione di lui. Ci siamo ancora per noi un golfo fra
facendo buono ad altri e la delizia dell'artista, l'artigiano in
il suo lavoro. L'artista è un genere di uomo ed il filantropo un altro;
l'artista è una persona egoista che ci piace, ed il filantropo un
persona altruista che non ci piace. Cosa noi abbiamo bisogno è munirli di miccia in
il nostro uso di capitale, nel nostro esercizio dell'energia superflua di
umanità. Ci sono i soli capitalisti potenti di che sanno questa gioia
creazione che è despoti benevoli ed ancora è sospetto al povero
a causa del loro grande potere. Ma non digita mai la testa del
anche, il più piccolo investitore che è probabile che lui crei invece di investire soltanto;