Capitolo 48
nasconda da lui; ma lei aveva sofferto, ed ancora stava soffrendo, troppo acutamente
essere capace dello sforzo di ricordo. Imbronciato, ansioso aiutarla
anche nella cosa più trascurabile, indovinò quello che era accaduto. "Lei sia
giocando con Tommie", lui disse; "è nella prossima stanza?"
Il cane sentì il suo nome pronunciato attraverso la porta aperta. Il prossimo momento
lui andò al trotto nella disegno-stanza con l'agenda di Isabel nella sua bocca.
Lui era un terrier scozzese e forte, bene-adulto della più grande taglia, con
brillanti, intelligenti occhi, ed un cappotto di arricciatura spessa capelli bianchi,
diversificato da due luce pezze marroni sulla sua schiena. Come lui arrivò
il medio della stanza, e guardò da uno ad un'altra delle persone
presente, la comprensione eccellente della sua corsa gli disse che c'era guaio
fra i suoi amici umani. La sua coda lasciò cadere; lui uggiolò leggermente come lui
Isabel avvicinato, e posò la sua agenda ai suoi piedi.
Lei si inginocchiò come lei raccolse l'agenda, ed elevò il suo playfellow di
giorni più felici per prendere il suo permesso di lui. Come il cane mise le sue mani su lei
spalle, ritornando la sua carezza lei lacera pelle prima. "Sciocco di
io", lei disse, debolmente, piangere su un cane. Io non posso aiutarlo. Buono-da,
Tommie!"
Mettendolo via dolcemente da lei, lei camminò verso la porta. Il cane
immediatamente seguì. Lei lo mise via da lei, per la seconda volta e
lo lasciato. Lui non sarebbe negato; lui la seguì di nuovo, e prese il
gonna del suo vestito nei suoi denti, come se tenere suo indietro. Robert costrinse
il cane, ringhiando e resistendo a con tutti il suo potevano, lasciare va di
il vestito. "Non sia grezzo con lui", Isabel detto. "Lo metta su lei
il grembo di condizione di gran dama; lui sarà quieter là." Robert rispettò. Lui bisbigliò
a Signora Lydiard come lei ricevette il cane; lei sembrò ancora essere
incapace di parola--lei inarcò la sua testa in assenso silenzioso. Robert
affrettò di nuovo ad Isabel prima che lei era passata la porta. "Non da solo!" lui