Capitolo 88
le unghie nelle mani e piedi del Figlio di Dio. Ancora favorisca, il
non soffrendo mai di Gesù sembra ad una coscienza acuta qualche cosa che
accaduto una volta, ma è su ora. La Figura che ha appeso e sanguinò sul
secoli di albero fa è congiunto indissolubilmente nel nostro pensiero con ogni
la vita oggi quella è la vittima di malinteso simile e la negligenza,
l'ingiustizia e la brutalità; e, mentre il nostro senso della responsabilità sociale
c'addebita con complicità in tutti lo sbagliato ed il dolore del nostro fratelli,
quella Forma ossessionante su Calvario appende prima i nostri occhi, e
Mi fa sentire era il mio peccato,
Come se nessun altro peccato c'era,
Quell'era a Lui chi sopporta il mondo
Un carico che Lui potrebbe nascere appena.
Noi possiamo dire a noi che questo è fantastico, che noi non eravamo il
Sanhedrin che condannò Gesù, né il procuratore romano che ordinò il Suo
esecuzione, né i soldati che fanno beffe che eseguirono il suo comando; ma
la coscienza che crea la croce stessa c'addebita con
partecipazione nell'assassinio del Figlio di Dio. Quella croce diviene un
fatto inevitabile nel nostro mondo morale, un elemento nella nostra prospettiva su
il dovere, una vita di tingeing di fattore con tragica oscurità. Costringe su noi
la condanna che è tutto troppo possibile per noi a reenact Golgotha,
e facendo o non riuscendo a fare, direttamente o indirettamente per uno del
il meno del fratelli di Cristo crucifiggerlo da capo, e lo mise ad un aperto
vergogna.
Ma se la croce sembra tetramente alla vita di colore, l'indora anche con
gloria. Come noi seguiamo Cristo, noi sempre più chiaramente scopriamo che tutti
quale noi possediamo di più grande valore è venuto a noi, e continua a venire a
noi, attraverso Lui. Cosa lui sopportò secoli fa su quella collina senza il
muro urbano è una sorgente di inspirazione che fluisce su nel più puro e
i motivi più eccellenti nella vita di oggi. C'è una linea diretta di ascendenza
dai migliori principi nelle vite di nazioni, e di uomini e donne
circa noi, correndo di nuovo a Calvario. Un giorno dopo l'altro noi ci troviamo e