Capitolo 48
E tutti i doth dell'anno con thee portano
O che mille flowry accende, thine la propria primavera notturna.
VIII.
Tu Scythian-come dost terre di thy rotonde sopra
La tenda di doratura del sole per mai mossa,
Ed ancora come tu in dost della pompa vada,
Le brillanti parate del mondo frequentano show di thy.
IX.
Né tra tutti questi dost dei trionfi tu il disprezzo
Le Ardere-verme umili per adornare,
E con quelli lustrini viventi indorano,
(La grandezza di O senza l'orgoglio!) i rossori del Campo.
X.
Notte, ed i suoi brutti soggetti tu paura di dost,
E dorme, il Gufo pigro di notte;
Asham e terribile apparire,
Loro lo skreen le loro forme orride, con l'emisfero nero.
XI.
Con 'l'em là le alacrità, e selvaggiamente prende th' l'allarme,
Di sogni dipinti, un sciame occupato,
Alla prima apertura di occhio di thine,
La varia interruzione di grappoli, la mosca di atomi di antick.
XII.
I serpenti colpevoli, e bestie di obscener,
Strisciamento consapevole ai loro resti segreti:
Natura a thee doth riverisce paghi,
Auspici malati, e viste malate rimuovono fuori di modo di thy.
XIII.
Ad aspetto di thy, il dolore stesso è detto,,
Scuotere le sue ali, e rouze la sua testa;
E cura nuvolosa ha spesso prese
Un beamy gentile sorride, riflettè da occhiata di thy.
XIV.
Ad aspetto di thy, tema cresce grassetto;
Il sole-splendore di Thy squaglia via il suo raffreddore:
Encourag alla vista di thee,
Al colour di guancia viene, e la fermezza al ginocchio.
XV.
Anche la concupiscenza, il padrone di un indurisca faccia,
Rossori se tu be'st nel luogo,
All'oscurità' tende che lui va in pensione,
Nelle notti che simpatizzano lui rotola i suoi fuochi di smoaky.