Capitolo 70
posterità; "ma questo poeta, dice Rymer, governa un corso diverso; il suo
eroi sono tutti gli stranieri; lui coltiva un paese che non è nulla
un-ceppo a lui, e Lombardia miete il honour di tutti. Gli altri poeti scelsero
dell'azione o eroe così illustre, che il nome del poema preparò
il lettore, e costituì modo il suo ricevimento; ma in questo poema nessuno può
divino che grande azione che lui ha inteso di celebrare, né è il lettore
obbligato a sapere se l'eroe è turco o Cristiano; né fa il
prima linee danno alcuna luce o prospettano nel disegno. Altho un poeta
dovrebbe sapere tutte le arti e scienze, ancora debba lui discretamente maneggiare
la sua conoscenza. Lui deve avere un giudizio per selezionare quello che è nobile e
bello, e corretto per l'occasione. Lui deve da un particolare
chimica, estragga l'essenza di cose; senza sporcare la sua intelligenza con
dross o ciarpame. Il genere di verso che Davenant fa di prima qualità di nel suo
È probabile che Gondibert offra molto al viziare il suo cavalcasiepe; per
con ciò lui si obbliga a tendere ogni periodo alla fine di quattro
linee: Così il senso è rotto con parentesi perpetuamente, il
parole confusero in confusione, e l'oscurità diffuse su tutti; ma deve
sia ammesso, che Davenant aveva un particolare talento per il
manners; i suoi pensieri sono grandi, e là appare rudemente qualche cosa
thro nobile' l'intero." Questa è la sostanza delle osservazioni di Rymer
su Gondibert. Rymer certamente era un studioso, ed un uomo di discernimento;
e tho' in delle parti delle critiche lui ha ragione indubbiamente, ancora
nelle altre parti lui ha torto dimostrabilmente. Lui si lagna quel Davenant
ha posato la scena di azione in Lombardia che Rymer chiama trascurando
suo proprio paese; ma il critico avrebbe dovuto considerare, quello comunque
bene avrebbe accomodato i contadini del poeta, ancora come un poema di poema epico
si suppone che sia letto in ogni nazione, illuminò da scienza, là
nessuno obiezioni sorgono da quel trimestre da alcuno ma quelli di che erano