Mrs. Harry Coghill
Capitolo 56
paese che protende miglio dopo miglio da mattina fino a notte--il
alberghi per i quali sembrarono stranamente sconsolati un nullo--e poi il
grande città col suo rumore e si agita, ed il piroscafo dove loro avevano
nulla per fare ma aspettare.
E, c'era finalmente, Inghilterra. C'erano il Mersey e Liverpool,
guardando, come loro entrarono, molto come se l'immondizia accumulata dei tre
regni erano stati dati là, ma rendendo su in un diverso
aspetto quando loro erano sbarcati equamente ed avevano lasciato i bacini dietro a loro. Per
era un bel giorno di marzo--solamente il secondo o terzo del mese che è
true,--e inverno che loro avevano lasciato nel pieno possesso in Canada,
sembrato essere qui, e la calda aria esposto al sole così invigorì il Sig. Leigh
che lui non sentirebbe la proposta di Maurizio per rimanere fino al prossimo giorno, ma
insistito su subito mettere fuori per Norfolk.
Come loro guidarono al binario loro passarono il negozio dell'orefice dove
Maurizio aveva comprato l'anello di Lucia. Ahimè! ancora posò in tasca, dove
lui l'aveva portato sin da allora quel giorno--quando lo può trovi suo
destinazione? Lui non stava andando ad ora essere scoraggiato, comunque. Lui era
contento del piccolo disturbo ai suoi pensieri di dovere prendere biglietti
e vede suo padre messo comodamente, ed al molto ultimo momento lui
era stato appena capace afferrare su un _Times_, e si mise a leggendolo come
se lui non fosse stato mai fuori dell'Inghilterra.
CAPITOLO IX.
Maurizio aveva telegrafato da Liverpool, e la vecchio stile carrozza
da Hunsdon li soddisfece all'ultima stazione ferroviaria. Era vicino a tramonto,
e sotto un cielo chiaro il verde ricco e molle dell'erba luccicò fuori con
la luminosità di primavera. Loro trasformarono presto nel parco, e la casa
cominciò ad essere visibile attraverso il germogliare, ma ancora sfrondato,
alberi. Padre e figlio, erano silenziosi. A quello, ogni piede del
segua la traccia di loro traversarono fu bazzicato trenta anni fa dalle ricordi di; a