J. Storer (Joseph Storer) Clouston
Capitolo 27
avvisti di me e mi guardò su ed in giù almeno come curiosamente come io studiai
lui. Solamente io ho fiducia io condussi evidentemente la mia ispezione.
"Il Sig. Rendall?" Io investigai, e sebbene io ero venuto qui volendo dire confidare
in lui, io mi trovai mettendo istintivamente in un tocco di accento; non
con una spazzola bagnata come io facevo per il beneficio dello Scollays, ancora io gettai in un
poco, e, come dico io, completamente senza intenderlo.
Curiosamente abbastanza io vidi la sua faccia chiarire il momento che io ho parlato.
"Oh", disse lui, con un'aria del sollievo "è il dottore che Lei sta volendo, è
esso? Bene, lui è a casa. Entri."
Quindi il possidente un dottore era? Di che il genere, io mi chiesi; medico,
teologico, o quello che?
"Io sono il Sig. O'Brien", aggiunse la mia conoscenza nuova come lui aprì la porta anteriore
per me. "È piuttosto sicuro esso io non è Lei sta volendo?"
Io avevo osservato più di una traccia di accento nella sua propria voce quando lui parlò,
e c'era senza dubbio ora quello che era; un accento dialettale irlandese e molto palpabile. Come
lui fece questa domanda che lui ha guardato a me con una mistura curiosa di humour
e sfida. Sembrò a me che il humour fu presunto ed il
sfida genuino, ma quello è potuto essere semplicemente perché gli uomini entusiasmarono
io l'unfavourably.
"No", io risposi con un arco continentale, "io non sono così fortunato."
E poi improvvisamente un pensiero balenò attraverso me. Debba io ho risposto
in una chiave molto diversa? Ma noi ora eravamo nella sala ed il prossimo momento
un altro gentiluomo apparve.
"Ecco il Dott. Rendall", Sig. O'Brien detto, ed io inarcarono di nuovo.
"Il mio nome è il Sig. Roger Merton", io spiegai. "Io ho preso la libertà di
facendo appello a Lei."
"Entri nel mio studio, il Sig. Merton", Dott. Rendall detto.
Lui parlò in un amichevole abbastanza voce, ma se non c'era una traccia di
sospetto nel suo occhio io mi sbaglio grandemente anche. Ed in ambo i casi esso
sembrò a me che era sospetto tinto con apprensione, piuttosto che