Mrs. Henry Clarke
Capitolo 28
Le sue giovani mani forti e cervello disposto erano ansiosi per avere un lavoro al
massimo.
Era stata un colpo duro da sentire che lei era perdere il suo posto con Signorina
Desborough. Ma forse il Signorina Merivale sarebbero capaci aiutarla ad ottenere
qualche cosa meglio. Se lei potesse guadagnare una libbra per settimana, non ci sarebbe bisogno
per la Zia Mary per stancare i suoi occhi fuori su quel needlework stanco. Una libbra un
settimana sarebbe ricchezza aggiunta al settimanale intraprende Ned portò casa ed il
interesse dai soldi loro posavano da dall'un giorno piovoso. Ci sarebbe
nessun bisogno per la Zia Mary di lavorare per quelle negozio-persone dure alcuno più. E
Gli occhi di Rhoda brillarono come lei pensò ad impaccare sull'ultimo pacchetto di multa
ago-lavoro e riprendendolo con la comunicazione che nessuno più è stato voluto.
Lei era stata nel giardino approssimativamente dieci minuti quando Tom, dopo vanamente
cercando sua zia nella casa, venne attraverso la porta di vetro del
biblioteca per cercare per lei fuori di porte. Lo spaventò per un momento per vedere
una giovane signora strana nel giardino, ma prima che lei girò e lo vide lui
aveva ricordato lei deve essere chi, e lui andò in avanti rapidamente, mentre prendendo via
il suo cappello, presentarsi.
Nessun tocco della goffaggine danneggiò le loro prime parole all'un l'altro. Tom
faccia franca e saluto piacevole subito vinsero la fiducia di Rhoda, ed in un
pochi momenti che loro stavano chiacchierando come le vecchie conoscenze. Tom trovò presto quello
lei amò un giardino tanto quanto lui faceva, sebbene questo era il primo grande
Inglesi fa del giardinaggio lei aveva visto. Lui stava interrogandola impazientemente circa
Fiori australiani quando il Signorina Merivale entrò nella biblioteca e prese vista
di loro attraverso la finestra.
I colour fluirono nella sua faccia pallida come lei li guardò parlando con ognuno
altro. Per la prima volta lei vide come è probabile che Woodcote sia Tom è ed ancora è
Rhoda anche è.
CAPITOLO V.