Conti Carbonile: essendo un calvo ancora cronaca verace che contiene degli ulteriori dettagli di due gentiluomini le cui carriere precedenti furono toccate su in un tomo intitolò il Lunatica a Grande

J. Storer (Joseph Storer) Clouston

Capitolo 41


"Ach, sì, io vill lanciano a-domani di caber di ze!  Io il vill
lo lanci--così alto!" (il suo tovagliolo agitò verso l'alto). 
"Quanto tempo sarà?  Così alto come il mio castello:  Mees
Gallosh, Lei mi aiuterà?  Ach, sì!  Mit dà così
vill di caber di ze equi saltano come zis!"

Il suo cucina-cucchiaio, in illustrazione vivida saltellò
attraverso la tavola e colpì intelligentemente il suo fattore sul
camicia-fronte.

"Sare, io imploro il Suo perdono", lui radiò con un
grazia che ha incantato anche la Sig.ra Gallosh più
che la sua conversazione animata--"Ach, non lo ritorni,
accomodi!  È dal mio argento di castello--lo tenga in memoria
di zis notte felice!"

La generosità reale di questo atto pressocché riconciliò
La Sig.ra Gallosh alla perdita di uno di suoi propri cucchiai di argento.

"Salvato!" sighed Carbonile, esaurendo il suo vetro con
un sapore che lui non aveva sentito in alcun articolo della festa
fin qui.

Ora che il coraggio del Barone era ritornato, no
leone araldico mai impennò più coraggiosamente.  La sua risata,
le sue burle, i suoi complimenti furono bagnati sul
ristoranti assai contento.  Il Sig. Gallosh e lui bevvero salute
in giù la lunghezza intera della tavola il "mit nessuno rubinetto-talloni!"
almeno quattro volte.  Lui sbucciò un'arancia per Signorina
Gallosh, e tagliò la pelle nel più divertente
figure, pigiando dolcemente la sua mano come lui la presentò
con questi lavori di arte.  Lui chiese della Sig.ra Gallosh
i nomi degli ecclesiastici, e, gridando qualche cosa
lontanamente assomigliando a questi, li tostò ognuno e
tutto con quello che lui concepì essere commenti adatti. 
Finalmente lui colorò di rosa ai suoi piedi, e, alla sorpresa
e delizia di tutti, fece il discorso che loro avevano
stato deluso di prima in giornata.

"Goot il Sig. Gallosh, Sig.ra Gallosh equo, Mees divino
Gallosh, e tutte le signore di ze e gentlemans, come spiacente
Io vas che io non potevo fabbricare prima il mio discorso, io non posso
eggspress.  Io avevo un mal di testa, e vas non vell vithin. 
Ach, a vill di zings di soch accade in un clima nuovo.  Bot ora
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