Capitolo 4
riguardo allo stato del tempo. Da-e-ciao un interscambio corto
di esperienze accadute tra Enrico ed un ragazzo che erano stati messi
nella nostra terza cuccetta all'ultimo momento, il secondo nell'innocenza
della sua gioventù francamente si ammise "terribile floscio in", e presto
proceduto praticamente dimostrare la verità della sua asserzione.
Enrico abbracciò l'opportunità di confessione, e presto divenne
ugualmente dimostrativo. Io ancora mi sentii felice, e li diede alcuni
consiglio eccellente, così molto infatti, che io cominciai a sentire io ero stato
anche liberale, e che io volli alcuni io; comunque io vestii
rapidamente, e seguì ponte, ed una volta là io cominciai presto a sentire
affamato, sebbene quando io andai al disotto di a fare colazione io non facevo
faccia un pasto molto cordiale. Dopo che il tempo cominciò a diventare cattivo,
e continuò diventare per molto tempo cattivo. Poi per dei giorni, come
sicuro come io andai al disotto di per un pasto io facevo la violenza al sentimento
del vecchio proverbio "spreco testardo fa mancanza di woeful." Comunque, in un
pochi giorni io sufficientemente recuperai resistere il nocivo
le influenze del bar lungo abbastanza soddisfare la mia fame. Noi avevamo
cattivo tempo, più o meno il modo intero attraverso a Belle Isle; non un
vento forte precisamente, ometta una volta sabato o domenica sera, io dimentico
quale, ma appena soffiò più o meno, duro abbastanza da tenere i ponti
sempre bagni, e precludere la possibilità di un fumo, o anche di
camminando su ed in giù. Poi come noi arrivammo su là al lato canadese
era molta nebbia che bussa circa--infatti lo prenda ogni tondo io
non si goda moltissimo, aveva freddo e bagnato ed io non potevo
fumo. Comunque, quando finì era A1. Il giorno noi
Belle Isle perspicace era bella, e dopo quello noi avevamo nessuno peggiore
alteri, era del tutto chiaro e brillante a che era molto fortunato
quella parte del viaggio, come è nell'andare in giù gli Stretto e
attraverso il Golfo che nebbia è tale fonte di dilazione. C'erano destini