Capitolo 55
né Lei né." Lui prese la sua mano. "Può bussare via alcuna dozzina di prigionieri
o così. Loro sono belli vicino impaccò laggiù--"
Lei si disegnò via la mano; e poi, ricordandosi, glielo diede di nuovo.
"Cosa è la questione?"
"Nulla--un dolore. Io non dormii la notte scorsa."
"Là, là; Lei è sconvolto, io sfido dica. Vada e giaccia in giù."
Lei stava fissando via oltre lui sul mare, come se in pensiero.
Così intensamente lei l'occhiata che lui si girò involontariamente la testa,
e l'azione la richiamò a lei. Lei portò i suoi sopracciglia diritti ed eccellenti
insieme per un momento, e poi li elevò con l'azione di un pensatore
chi ha deciso sul suo corso di condotta.
"Io ho un mal di denti", disse lei, mettendo la sua mano alla sua faccia.
"Prenda del laudano", dice Schietto, con ricordi fioci di
il trattamento di sua madre di tali indisposizioni. "Il vecchio Pino gli darà alcuni."
Al suo stupore lei scoppio in ferite lacere.
"Là--là! Non pianga, mio caro. L'appenda, non pianga.
Cosa è piangente circa?"
Lei gettò via le brillanti gocce, ed elevò la sua faccia con un sorriso piovoso
dell'affezione fiduciosa. "Nulla! Io sono solitario. Finora da casa;
e--ed il Dott. Pine fece male il mio braccio. Guardi!"
Lei scoprì quel membro ben fatto come lei parlò, e certamente
c'erano tre marchi rossi sulla carne bianca e brillante.
"Il briccone!" pianto Schietto, "è troppo cattivo." E dopo un'occhiata frettolosa circa lui,
l'individuo infatuato baciò la contusione. "Io troverò il laudano per Lei,"
lui disse. "Lei sha non chiedono quel orso lo. Entri nella mia cabina."
Cabina schietta era nel lato di dritta della nave, solo sotto
il riceva da poppa tendone, e tre finestre indemoniate--uno che guarda fuori il lato,
e due su ponte. La cabina corrispondente sull'altro lato fu occupata
del Sig. Maurizio Frere. Lui chiuse la porta, e prese in giù una piccola medicina
torace, cleated sopra dei ganci dove appese il suo telescopio segnale-dipinto.
"Qui", disse lui, aprendolo. "Io porto questa piccola scatola da anni,