Per il Termine di Naturale Vita Sua

Marcus Andrew Hislop Clarke

Capitolo 6

baciato la faccia pallida, e girò suo proprio--appena meno pallido--verso
il vecchio uomo.

"Io gli devo nessun dovere", lui disse.  "Lei ha odiato sempre e mi ha ingiuriato.
Quando dalla Sua violenza Lei mi guidò da casa Sua, Lei mise spie
guardarmi nella vita io avevo scelto.  Io non ho niente in comune con Lei.
Io l'ho sentito da molto.  Ora quando di chi figlio io imparo per la prima volta
Io realmente sono, io mi allieto pensare che io devo ringraziarLa meno per che
Io credei una volta.  Io accetto i termini che Lei offre.  Io andrò.  No, madre,
pensi al Suo buon nome."

Signore che Richard Devine ha riso di nuovo.  "Io sono contento per vederLa è disposto così bene.
Ora ascolti.  A-notte che io spedisco per Quaid per alterare la mia volontà.  Il figlio di mia sorella,
Maurizio Frere, sarà il mio erede nel Suo posto.  Io gli do nulla.
Lei lascia questa casa in un'ora.  Lei cambia il Suo nome;  Lei mai da parola
o atto fa richiesta su me o il mio.  Nessuna questione che stretto o povertà
Lei supplica--se anche la Sua vita dovesse appendere sul problema--l'istante che io sento
che là esiste su terra uno che si chiama Richard Devine,
quel istante può la vergogna di Sua madre divenuta un scandalo pubblico.
Lei mi sa.  Io tengo la mia parola.  Io ritorno in un'ora, signora;  mi faccia
lo trovi andato."

Lui li passò, diritto come se upborne da passione, strode in giù il giardino
col vigour che rabbia presta, e portò la strada a Londra.

"Richard!" pianto la madre povera.  "Mi perdoni, mio figlio!  Io L'ho rovinato."

Richard Devine lanciò i suoi capelli neri dal suo sopracciglio in passione improvvisa
di amore ed il dolore.

"Madre, la cara madre non piange", lui disse.  "Io non sono degno delle Sue ferite lacere.
Perdoni!  È io--impetuoso ed ingrato durante tutti i Suoi anni
del dolore--chi più perdono di bisogno.  Mi permetta di dividere il Suo carico
che io posso illuminarlo.  Lui è solo.  Sta andando bene che io vado.
Io posso guadagnare un nome--un nome che io non ho bisogno di arrossire nascere né Lei per sentire.
Io sono forte.  Io posso lavorare.  Il mondo è largo.  Addio!  mia propria madre!"
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