Capitolo 86
"Si arrenda, ed abbandoni i Suoi capobanda, o io La soffierò a pezzi!"
Non c'era tremore nella sua voce, e sebbene lui stette in piedi, con Pino dal suo lato,
alla molta bocca del cannone di levelled, gli ammutinati percepirono,,
con quell'acutezza che pericolo imminente porta al più impassibile di cervelloni,
che, loro esitarono un istante, lui terrebbe la sua parola.
C'era un momento terribile di silenzio, rotto solamente da un rumore di skurrying
nella prigione, come se una famiglia di ratti, disturbato ad un barile di farina,
stava correndo al lato della nave per ricovero. Questi skurrying divulgano
fu fatto dai carcerati che rivestono di vimini alle loro cuccette per scappare
la doccia minacciata di acino d'uva; al desperadoes accovacciarsi del venti
di fronte al muso dell'obice parlò più eloquentemente delle parole.
Il fascino fu rotto; i loro camerata rifiuterebbero di congiungerli.
La posizione di affari a questa crisi era un strano. Dagli aprirono
trappola-porta venne ad un genere di mormorio assoggettato, come quello che i suoni
all'interno delle pieghe di una mare-guscio, ma, nel blocco oblungo dell'oscurità
quale incorniciò, nulla era visibile. È probabile che la trappola-porta sarebbe stata una finestra
guardando in un tunnel. Su ogni lato di questa finestra orribile,
pressocché lo spinse prima dalla pressione di uno sull'altro, Pino stato in piedi,
Vickers, e la guardia. Di fronte alla piccola disposizione di gruppo il cadavere
del ragazzo misero che Sara Purfoy aveva condotto a rovinare; e costrinse vicino su,
restringendosi di nuovo ancora dai calpestarono e maledettamente ammassa, si acquattò
in terrore mescolato e va su tutte le furie, i venti ammutinati. Dietro agli ammutinati,
prelevato dalla pezza di luce gettata dal hatchway aperto,
la bocca dell'obice minacciò la distruzione; e dietro all'obice,
appoggiato su da un ordine di moschetto marrone mette in barili, arse improvvisamente il piccolo fuoco
del fiammifero che brucia nella mano del servitore fidato di Vickers.