Capitolo 52
nome illustre--Zilah.
Ed Andras stesso predisse qualche cosa di questo sentimento; lui sentì quelli Marsa,
nonostante il suo rifiuto di enigmatical, si preoccupò di lui in un modo che era
qualche cosa più dell'amicizia; lui ne era sicuro. Poi, perché faceva lei
lo comandi così con una sola parola per disperare? "Mai!" Lei non era
libero, poi? Ed una domanda che lui immediatamente chiese il suo perdono da
un gesto, scappò, come l'appello di un uomo di annegamento, dai suoi labbra:
"Ama dell'uno altro, Marsa?"
Lei emise un uggiolare.
"No! Io giuro a Lei--no!"
Lui l'esortò, poi spiegare quello che era il significato del suo rifiuto, di
la paura che lei aveva mostrato appena; e, in un genere di isterismo nervoso che
lei si costrinse a controllare, nel mezzo di singhiozzi soffocati lei gli disse
che se lei mai potesse acconsentire unirsi a chiunque, sarebbe
lui, a lui da solo, all'eroe del suo paese, a lui di chi cavalleresco
devozione lei aveva ammirato brama prima che lei lo seppe, e che ora--E
qui lei fermò brevemente, solo sull'orlo di un ammissione.
"Bene, ora? Ora?" Andras richiesto, attendendo la parola che, in lei
overstrung condizionano, Marsa pressocché aveva parlato. "Ora?"
Ma lei non parlò queste parole con le quali Zilah implorò di recente per
speranza svegliata. Lei bramò finire questa intervista che stava uccidendola,
ed in accenti rotti chiese a lui di scusarla, perdonarla--ma lei
era veramente malato.
"Ma se Lei sta soffrendo, io non posso, io non La lascerò."
"Io L'imploro. Io ho bisogno di essere da solo."
"Almeno Lei mi permetterà di venire ad a-domani, Marsa e chiederà Suo
risposta?"
"La mia risposta? Io glielo ho dato."
"No! No! Io non accetto quel rifiuto. No! Lei non seppe quello che Lei
stava dicendo. Io giuro a Lei, Marsa che senza Lei la vita è impossibile
a me; tutta la mia esistenza è legata su nel Suo. Lei rifletterà c'era
un accento nella Sua voce che mi offrì la speranza. Io verrò di nuovo ad a-domani.
Domani, Marsa. Cosa Lei ha detto a-giorno non conta. Domani,