Capitolo 53
a-domani; e ricorda che io L'adoro."
E lei, rabbrividendo ai toni della sua voce, non dire di no e
offrirlo un addio eterno, gli permetta di partire, fiducioso, pieno di speranza,
nonostante il silenzio a che lei ostinatamente, disperatamente il clung. Poi,
quando Andras fu andato, alla fine della sua forza, lei si gettò, come
una donna arrabbiata, in giù sul divano. Lei diede improvvisamente una volta da solo, modo,
singhiozzando appassionatamente, e poi, cessando improvvisamente, con occhi selvatici riparati
su posto vacante, mormorare con labbra asciutti, febbricitanti:
"Ancora--è la vita lui porta a me--felicità che lui mi offre. Abbia io no
diritto essere felice--io? Il mio Dio! Essere la moglie di tale uomo! Amare
lui--dedicarmi per fabbricare una successione la sua esistenza di
giorni felici! Essere il suo schiavo, la sua cosa! Me lo sposerò? O--
Mi uccido? Si uccida!" con una risata orribile, tormentosa. "Sì,
quella è l'unica cosa per fare, per me. Ma--ma--io sono un codardo, ora quello
Io l'amo--un codardo! un codardo! un disgraziato misero!" E lei precipitò
precipitosamente diretto, acquattandosi sul pavimento in una disperazione fiera, come se
o la vita o ragione, stavano quasi per scappare da lei per sempre.
CAPITOLO IX
"LIBERTÀ DI O! O LOVE! QUESTI DUE DI CHE IO HO BISOGNO!"
Quando Zilah venne al prossimo giorno lui trovò perfettamente Marsa calma. Per prima lui
solamente l'interrogò ansiosamente come alla sua salute.
"Oh! Io sono bene", lei rispose, mentre sorridendo un poco malinconicamente; e, girando a
il pianoforte al quale lei fu fatta sedere, lei cominciò a giocare lo squisitamente triste
romanzo che era la sua aria favorita.
"Quello è da Janos Nemeth, è non?" chiesto al Principe.
"Sì, da Janos Nemeth. Mi piace la sua musica; così veramente è
Ungherese nel suo spirito."
La musica precipitò sull'aria come sospiri--come i toni distanti di una campana
facendo pagare un requiem--un lamento, poetico, luttuoso, disperato ancora l'ineffably
dolce ed offre in pagamento d'un debito, mentre finendo in una nota profonda, sostenuta come l'ultima zolla