Capitolo 55
pensieri segreti, e lei era sicura che Andras aveva confidato tutti il suo
le speranze e le sue paure al suo vecchio amico.
"Pensa cosa diverrebbero del Principe se io non dovessi sposarmelo?"
lei chiese senza preavviso a lui un giorno.
"Quella è una domanda di punto-spazio vuoto che io non mi aspettai" proprio, Yanski detto,
guardando fisso a lei in stupore. "Non desidera divenire un Zilah?"
Alcuna esitazione sembrò anche a lui insultando, quasi sacrilego.
"Non dico io che", rispose il Tzigana, "ma io chiedo a Lei quello che diverrebbe
del Principe se, per una ragione o un altro--"
"Io posso molto facilmente l'informi", Varhely sospeso. "Il Principe, come Lei
deve essere consapevole, è uno di quegli uomini che amano ma una volta durante vite loro.
Sulla mia parola di onore, io credo, che, se Lei dovesse rifiutarlo, lui può
commetta della follia, della pazzia qualche cosa--fatale. Capisce?"
"Ah!" Marsa esclamato, con un freddo ghiacciato nelle sue vene.
"Quella è la mia opinione", Yanski continuato, duramente. "Lui è ferito. Esso
resti con Lei per decidere se la pallottola è mortale o non."
La risposta di Varhely ha dovuto avere il grande peso in Marsa Laszlo
riflessioni, pieno dell'angoscia, febbre, rivolta e la disperazione come loro erano,
durante le poche settimane che precedono il giorno sul quale lei aveva promesso
dica a Principe Andras se lei acconsentisse divenire sua moglie o non. Esso
era un sì, pressocché asciutto come un altro rifiuto da che finalmente precipitò il
labbra del Tzigana. Ma il Principe era non raffreddi abbastanza per analizzare un
intonazione.
"Ah!" lui esclamò, "io così molto ho sofferto durante queste settimane di
dubbio; ma questa felicità fabbrica ammende per tutti."
"Sa quello che Varhely disse a me?" Marsa chiesto.
"Sì, io so."
"Bene, fin dalla festa di Zilahs le loro amore-affare come loro fanno i loro duelli,
e rischia la loro esistenza intera, così sia esso! Io accetto. La Sua esistenza per
scavi! Doni per regalo! Io non gli auguro morire!"