Capitolo 15
detto. "Ma, se io dovessi dovere pagare con vita mia per il momento di
felicità che io dovrei sentire nel mettere la mia mano nella mano di un eroe, io posso
afferri che il momento!"
"Poi", Menko pianto, "Lei desidera spingermi ad estremità! Ed ancora io ho
detto Lei ci sono le certe ore di alienazione mentale febbricitante nelle quali io sono
capace di commettere un crimine."
"Io non lo dubito", rispose la giovane ragazza, freddamente. "Ma, infatti, Lei
già ha fatto quello. C'è nessuno delittuoso abbassi che quello della slealtà."
"C'è un Michel Menko più terribile", ritorguto. "Io gli ho detto
che io L'amai. Io ora L'amo cento volte più che mai prima.
Gelosia, irriti, sentimento purchessia che Lei sceglie di chiamarlo, fa il mio sangue
come fuoco nelle mie vene! Io La vedo di nuovo come Lei era. Io sento i Suoi baci
sui miei labbra. Io l'amo pazzamente, appassionatamente! Capisce, Marsa?
Capisce?" e lui si avvicinò con mani distese il
Tzigana la cui cornice fu scossa con rabbia indignata. "La faccia
capisca? Io ancora L'amo. Io ero il Suo innamorato, ed io voglio, io sarò
così di nuovo."
"Ah, codardo misero!" pianto il Tzigana, con un sguardo rapido verso
i pugnali di fronte a che sostenne Menko mentre le impedì dall'avanzare, e
riguardo a lei con occhi che bruciarono con passione imprudente, ferì stesso-
con amore, e torturando la gelosia. "Sì, codardo!" lei ripetè, "codardo,
codardo per osare rinfacciarmi con un passato infame e parlare di un ancora
futuro più infame!"
"Io L'amo!" Menko esclamato di nuovo.
"Vada!" lei pianse, mentre schiacciandolo con occhiata e gesto. "Vada! Io L'ordino
fuori della mia presenza, lacchè! Vada!"
Tutto lo spirito delle figlie del puszta, l'orgoglio violento di lei
Sangue ungherese, balenato dai suoi occhi; e Menko, affascinò, guardò fisso a
suo come se è girato prendere a sassate, come lei stette in piedi magnifica nella sua rabbia là,
superbo nel suo disprezzo.
"Sì, io andrò a-giorno", lui finalmente disse, "ma domani notte che io posso