Capitolo 26
Vogotzine Generale e Marsa accompagnarono il Principe alla stazione, lui
essendo venuto a Maisons dal binario. I cane da caccia danesi del Tzigana andarono
con loro, limitando su Andras, e leccando le sue mani come lui carezzò
loro.
"Loro già conoscono il padrone", Vogotzine riso. "Io raramente ho visto
tali animali gentili", remarked il Principe.
"Gentile? Quello dipende!" Marsa detto.
Dopo avere separato dal Principe, lei ritornò, silenzioso e distratto,
con Vogotzine. Lei vide Andras partire con una tristezza luttuosa, ed un
bramando improvviso per averlo stare--proteggerla, difenderla, essere
là se Michel dovesse venire.
Era il buio già crescente quando loro giunsero a casa. Marsa mangiò ma poco
a cena, e lasciò Vogotzine per finire il suo vino in pace.
Più tardi, il Generale venne, come al solito, offrire il sua goodnight della nipote. Lui fondò
Marsa che giace sul divano nel piccolo salone.
"Non sente bene? Cosa è la questione?"
"Nulla."
"Io mi sento un poco stanco, ed io stavo andando a letto. Lei non desidera avere
La tengo società, La faccia, mio caro?"
Qualche volta lui era affettuoso a lei, e qualche volta lui l'indirizzò con
rispetto timido; ma Marsa non sembrò mai osservare la differenza.
"Io preferisco rimanere da solo", lei rispose.
Lo shrugged di Generale le sue spalle, curvò su, prese la mano delicata di Marsa
nel suo, e lo baciò come lui avrebbe baciato quello di una regina.
Lasciato in pace, Marsa posò immobile per più di un'ora là. Poi lei
cominciò improvvisamente, mentre sentendo l'orologio colpire undici, e subito colorò di rosa.
I domestics avevano chiuso la casa. Lei andò fuori da una porta posteriore che
fu usato dai servitori, la chiave di che era nella serratura.
Lei attraversò il giardino, sotto delle ombre scure degli alberi con un
movimento lento, meccanico, come quello di un sonnambulo e procedè a
il canile, dove i grandi cane da caccia danesi ed il colosso del
Himalayas stava abbaiando, e sbattendo le loro catene.
"La pace, Ortog! Faccia tacere, Duna!"