Capitolo 37
si annuvoli, mostrò essere cani, cani enormi coi loro orecchi eriga, quale,
con abbondi ed un minimo, ringhio profondo fece un trattino verso lui con outspread
lembi--un trattino terribile come il salto di un tigre.
Un illumined del pensiero rapido il cervello di Michel come un bagliore dell'elettricità:
"Ah! questa è la risposta di Marsa!" Lui aveva appena tempo per mormorare, con l'andando su tutte le furie
ironia:
"Io avevo ragione, lei stava aspettandomi!"
Di fronte all'assalto furioso dei cani, lui balzò indietro poi, mentre agganciando le sue mani
sul suo seno e ficcando audacemente fuori i suoi gomiti per difendere via loro
attacchi feroci. Con un stringendo improvviso dei muscoli lui respinse
i cane da caccia danesi che rotolarono contorcendosi su sulla terra e poi,
con abbaiando formidabile, ritornò più furiosamente ancora alla carica.
Michel Menko non aveva arma.
Con un coltello lui si sarebbe potuto difendere, e fenditura le pance del
animali esasperati; ma lui non aveva niente! Era lui per essere costretto, poi per volare,
perseguito come una volpe o un cervo?
Supponga i servitori, scovati dal rumore dei cani dovrebbero entrare
la loro svolta, e l'afferra come un ladro? A tutti gli eventi che sarebbero
sicurezza comparata; almeno, loro lo libererebbero da questi mostri.
Ma no: nulla mescolò nel silenzioso, casa impassibile.
I cane da caccia, eriga sulle loro gambe di cerva, rivestì di vimini di nuovo a Michel che,
rovesciandoli con colpi dai suoi piedi, e colpendoli violentemente in
le mascelle, ora barcollò di nuovo, Ortog che ha leaped alla sua gola. Da un
movimento rapido di balzo indietro, il giovane riuscì ad evitare essendo strangolato;
ma i denti terribili del cane, lacerando il suo cappotto e camicia in
brandelli, si seppellì profondo nella carne della sua spalla.
L'acciaio-come muscoli e forza nerboruta dell'ungherese ora lo sopportarono
nel buon posto. Lui o deve liberarsi, o perisce in là il
strage orrenda di un scavi. Lui afferrò con ambo le mani, in un viselike
afferri, il collo enorme di Ortog, e, alla stessa durata, con un disperato