Capitolo 45
Baronessa non poteva immaginare.
Marsa pensò di nuovo, con un brivido, della notte quando i cani ulularono;
ma, dire la verità, lei non aveva rimorso. Lei aveva difeso semplicemente
lei! L'indagine cominciata dalla polizia aveva finito in nessuno definito
risultato. A Maisons-Lafitte, persone pensarono, che la casa russa aveva
stato attaccato da alcuni ladri che erano stati nell'abitudine di entrare
case non occupate e rifling loro dei loro contenuti. Loro avevano anche
arrestato un vecchio vagabondo, e l'accusò del furto tentato a
Vogotzine Generale; ma il vecchio uomo aveva risposto: "Io non so anche
la casa." Ma non era questo Menko cento volte più colpevole che un
ladro? Era più e peggio che soldi o argento ai quali lui aveva sfidato
venga per: era imporre il suo amore su una donna cui cuore che lui aveva bene-
vicino rotto. Contro tale attacco tutte le arma erano ammissibili, anche
I denti di Ortog. I cani del Tzigana avevano saputo come difenderla; e
era quello che lei si era aspettata dai suoi camerata.
Se Michel Menko fosse morto, avrebbe detto Marsa, col fatalismo del
Oriente: "Era la sua propria volontà!" Comunque, lei era grata per destinare, per
avendo castigato il disgraziato lasciandolo vive. Poi lei pensò nessuno più
di lui eccetto esecrarlo per avere avvelenato la sua felicità, e
o la condannata ad un silenzio colpevole come una bugia, o ad un ammissione
crudele come un suicidio.
La notte passò ed il giorno finalmente venne, quando era necessario per
Marsa per succedere Andras la moglie di Principe, o confessare a lui lei
colpa. Lei desiderò che lei gli aveva detto tutti, ora che lei non aveva il
il coraggio per fare così. Lei si era abituata all'idea che una donna è
non necessariamente condannò ad amare nessuno più perché lei ha incontrato un
codardo che ha abusato il suo amore. Lei era in un'atmosfera di illusione e
chimera; quello che stava passando circa lei non sembrò anche esistere. Suo
domestiche la vestirono, e mise sui suoi capelli scuri il velo di nozze: lei
mezzo chiuso lei guarda e mormorò: