Capitolo 17
uggiolare. Lui percepì poi che c'era una campana-corda, e lui lo tirò.
Immediatamente lui sentì dell'uno avvicinandosi da fra.
Lui sentì una sensazione singolare di rabbia concentrata, unito ad una paura che
il Jacquemin del quale lui era in ricerca non era là.
La porta aprì, ed una donna apparve, giovane, piuttosto impallidisca, con bello
capelli di biondo, piuttosto disordinato, e vestì in una gonna nera, con un
abbigliamento-sacco bianco gettato sulle sue spalle.
Lei sorrise meccanicamente come lei aprì la porta, e, come lei vide un strano
affronti, lei arrossì cremisi, e collaborò insieme il suo sacco sotto del suo mento,
assicurandolo con una spilla.
"Monsieur Jacquemin?" Andras detto, prendendo via il suo cappello.
"Sì, Monsieur, lui vive qui", rispose il giovane, un piccolo
stupito.
"Monsieur Jacquemin, il giornalista?" Andras chiesto.
"Sì, sì, Monsieur", lei rispose con un piccolo sorriso orgoglioso che Zilah
non era lento ad avviso. Lei ora spalancò la porta, mentre avanzando
a parte lasciare il passaggio di visitatore:
"Prenderà il guaio per entrare, Monsieur?" Lei non fu abituata
ricevere chiamate (Jacquemin che fa i suoi appuntamenti a sempre il
ufficio); ma, come il più strano sarebbe dell'uno che portò suo marito
lavori, come lei lo chiamò, lei era ansiosa per non permettergli di andare via prima che lei
saputo quello che era la sua commissione.
"Per favore entri, Monsieur!"
Il Principe entrò, e, attraversando l'entrata in due passi, si trovi
in una piccola cenare-stanza che apre direttamente fuori della cucina, dove tre
i piccoli piccoli bambini stavano giocando, il più giovane che non poteva essere
più di diciotto mesi, strisciando circa sul pavimento. Sul logoro
oilcloth che coprì la tavola, Zilah osservò due paia di uomini
guanti, uno grigio, l'altro giallo, ed un mucchio di cravatte larghe bianche e sporche.
Su una sedia di legno, dalla porta aperta della cucina una vasca era piena di
camicie che stava lavando indubbiamente il giovane quando la campana
accerchiato.
Gli uggiolare che Zilah aveva sentito vennero dai bambini che ora erano silenziosi,