Capitolo 2
ma io avevo un invito ad un matrimonio, ed io non eseguii il Conto
istruzioni fino a questa mattina. Ma, come Monseigneur non era a casa,
Io portai il treno a Maisons-Lafitte. Io spero che io anche non arrivassi
in ritardo. Il Conto era molto particolare circa lui, ed io dovrei essere molto spiacente
se la mia negligenza ha fatto alcun danno."
Andras ascoltò, mentre guardando fisso intensamente sulla faccia del servitore che era un
poco sconcertato da questa indagine silenziosa.
"Quindi Conta Menko augurò essere consegnato a me ieri il pacco?"
"Io imploro Monseigneur non dire al Conto che lui non è stato rispettato."
"Ieri?" Andras ripetuto.
"Sì, ieri, Monseigneur. Il Conto partì, mentre pensarlo sarebbe
fatto; e, davvero, lui aveva diritto a pensare di sì. Io sono molto accurato,
Monseigneur, molto accurato; e se Monseigneur se alcuno giorno dovesse avere bisogno
di un--"
Il Principe fermò il valletto con un gesto. Era ripugnante ad Andras
avere questo uomo mescolato su in un segreto di vita sua; e tale segreto!
Ma il nazionale evidentemente era ignorante quello che aveva un commissione Menko
confidato a lui: nei suoi occhi, il pacco, mentre contenendo tali lettere, era
come alcun altro pacco. Andras fu persuaso di questo dall'atteggiamento di
l'uomo, umiliato ad avendo fallito nel suo dovere.
Una parola più scambiato col valletto, ed Andras avrebbe sentito
si umiliato. Ma lui aveva guadagnato dalla conversazione l'idea
quel Menko non aveva desiderato insultarlo nella sua felicità, ma rivelare
tutti a lui di fronte alla cerimonia erano stati celebrati ancora. Era come
atroce, ma non così codardo. Menko aveva augurato attaccare Marsa, piuttosto
che Andras; questo era visibile nei comandi espressi dati al suo valletto.
E su quello che una bazzecola l'aveva dipeso, se il nome di Zilah deve
sia sopportato da questa donna! Su quello che? Sulla festa di un servitore! La vita è
pieno delle opportunità strane. Le mani di quel valletto basso-nato avevano contenuto per
ore la sua felicità ed il suo onore--il suo onore, Andras Zilah--l'onore