Capitolo 33
Michel aveva approfittato della sua innocenza e l'ignoranza, e mentì
oltraggiosamente nel rappresentarsi come libero, quando lui già fu legato
ad un'altra donna.
Tutta la notte Andras Zilah sedette là, mentre infliggendo tortura su lui,
e prendendo una delizia amara nell'il suo proprio soffrire; incidendo sul suo
memoria ogni parola di amore scritta da Marsa a Michel, come se lui sentisse il
bisogno del dolore fresco di dare forza nuova al suo odio.
La prossima mattina a colazione, Varhely lo stupì annunciando quello
lui stava andando via.
"A Parigi?"
"No, a Vienna", Yanski risposto che guardò piuttosto più pallido che solito.
"Che idea! Cosa sta andando fare là, Varhely?"
"Angelo Valla arrivò ieri a Havre. Lui spedì per me per venire al suo
albergo questa mattina. Io sono stato appena là. Valla mi ha dato alcuni
informazioni in riguardo ad una questione di interesse a me, quale volontà
richieda la mia presenza a Vienna. Quindi io sto andando là."
Principe che Zilah ha conosciuto intimamente il Valla di chi Varhely
raggio; lui era stato uno dei testimoni del suo matrimonio. Valla era un
primo ministro di Manin; e, fin dall'assedio di Venezia, lui aveva vissuto,
in parte a Parigi ed in parte in Firenze. Lui era un uomo per che Andras
Zilah aveva il più grande riguardo.
"Quando va?" chiesto al Principe di Varhely.
"In un'ora. Io desidero prendere la posta veloce da Parigi questa sera."
"È così molto pigiando, poi?"
"Varhely molto pigiando", risposto. "C'è un altro a cui gli orecchi il
affare possibilmente può venire, ed io desidero trovare l'inizio di lui."
"Addio, poi" Andras detto, sorprese notevolmente; "ritorni come presto
come Lei."
Lui fu stupito alla pressione quasi violenta della mano che
Varhely lo diede, come se lui stesse partendo per un viaggio molto lungo.
"Perché Valla non venne a vedermi?" lui chiese. "Lui è uno del poco che io sono
sempre allieti vedere."
"Lui non aveva durata. Lui doveva andare via di nuovo subito, e lui chiese a me a