Capitolo 36
esso come se lei avesse vissuto dal suo lato là?
Lui finì Havre, e ritornò a Parigi; ma l'il molta sera di sua
ritorni, nella confusione e movimento del Masticare rumorosamente-Elysees, il viale lungo
punteggiato con luci, i benzina-jet fiammeggianti dei concerti di caffè, gli scoppi
di musica, lui trovato di nuovo, come se i Tzigana stessero perseguendo continuamente
lui, lo stesso fantasma; nonostante il rumore di persone e carrozze sul
asfalti, le eco della "Canzone di Plevna", giocato piuttosto vicino lui da
dell'orchestra ungherese, lo contattò come sulla spiaggia a Havre; e
lui si affrettò di nuovo al suo albergo, chiudersi su, non sentire niente vede
nulla, e scappa dal fantastico, ricerca ossessionante di questo
visione inevitabile.
Lui non poteva dormire; febbre bruciò nel suo sangue. Lui colorò di rosa, e sperimentato a
lettura; ma di fronte alla pagina stampata lui vide continuamente Marsa Laszlo, come
lo spettro della sua felicità.
"Come natura umana e codarda è!" lui esclamò, mentre lanciando via il libro.
"È possibile che io ancora l'amo? L'amerò per sempre?"
E lui sentì stesso-disprezzo intensa alla tentazione che prese possesso
di lui per ancora una volta vedere Maisons-Lafitte, dove lui aveva esperimentato il
la maggior parte di dolore terribile di vita sua. Di cosa era lottando l'uso? Lui aveva
non dimenticato, e lui non potrebbe dimenticare mai.
Se lui fosse stato sincero con lui, lui avrebbe confessato che lui era
impulso il suo mai-vivendo, amore di mai-presente verso tutto che
richiamerebbe Marsa a lui, e che un sforzo violento, quasi sovrumano
era necessario per non produrre alla tentazione.
Circa una settimana dopo il ritorno del Principe a Parigi, il suo valletto apparve uno
giorno con la scheda di Generale Vogotzine. Era sui labbra di Andras a
rifiuti di vederlo; ma, in realtà, la visita del Generale lo provocò un
delizia alla quale lui non darebbe credito a lui. Lui stava quasi per sentire
di ehi. Lui disse il valletto per ammettere Vogotzine, mentre dicendo ipocritamente a