Capitolo 4
vizi che inseguono via l'altro), si rivolse improvvisamente ad un altro soggetto; dimenticato
la rottura di Marsa ed Andras, e sega in Zilah solamente un essere superiore,
di chi anima alta costrinse rispetto dal set frivolo abituato a
rida a tutto.
Un'anima alta, sì, ma un'anima in tormento. Varhely da solo, fra loro tutti,
saputo qualsiasi cosa della sofferenza che sopportò Andras. Lui non era più
lo stesso uomo. La sua bella faccia, coi suoi occhi gentili e sorriso grave,
ora fu oscurato continuamente. Lui parlò meno, e pensò più.
Sul soggetto della sua tristezza ed il suo dolore, Andras non emise mai una parola
ad alcuno uno, non anche al suo vecchio amico; e Yanski, silenzioso dal giorno
quando lui era stato un messaggero inconscio di malato, non aveva fatto una volta alcuno
allusione al passato.
Anche se lui non sapesse niente, Varhely, ciononostante aveva indovinato tutto,
e subito. Il colpo era troppo diretto e troppo crudelmente semplice per il vecchio
Ungherese non avere esclamato immediatamente, con ira:
"Quelle erano amore-lettere, ed io glieli diedi! Idiota che io ero! IO
tenuto quelle lettere nella mia mano; È probabile che io li avrei distrutti, o riempì
loro uno alla volta in giù la gola di Menko! Ma che avrebbe potuto sospettare così
un'infamia? Menko! Un uomo di onore! Ah, sì; quell'al quale onora ammontare
quando c'è una donna in oggetto? Imbecille! Ed ora è irreparabile,
irreparabile!"
Varhely era anche ansioso per sapere dove Menko era andato. Loro non seppero
all'ambasciata Austro-ungherese. Era una scomparsa completa,
forse un suicidio. Se il vecchio ungherese avesse incontrato il giovane, lui può
almeno si è liberato di parte della sua bile. Ma gli adirati pensarono quello
lui, Varhely era stato associato in una vendetta vile che aveva toccato
Andras, era, per il vecchio soldato, una causa continua per malato-umorismo con
lui, ed una cosa che, in una misura, avvelenò la sua vita.
Varhely era stato da molto un misantropo lui; ma lui tentò di lottare