Capitolo 56
Valla spedirebbe alcune lettere a lui.
Lei implorò poi gli italiani per spedire a Varhely un genere di confessione lunga,
in che lei chiese il suo aiuto di ottenere dal Principe i desiderarono
intervista.
La lettera giunse a Yanski mentre lui era a Vienna. Lui gli rispose con un
poche parole ghiacciate; ma quello che faceva quella questione a Marsa? Non era Varhely
rancore che lei gradirebbe, ma il disprezzo di Zilah. Lei l'implorò di nuovo, in un
lettera nella quale lei versò fuori la sua anima intera, ritornare, essere là
quando lei dovrebbe dire al Principe tutto il suo rimorso--il rimorso che era
uccidendola, e facendo di lei detestò la bellezza un spettro.
C'era tale sincerità in questa lettera, dove una coscienza singhiozzò,
che, poco a poco, nonostante suo grezzo esteriore, il soldato, più
accessibile all'emozione che lui curò a lui ha appaia, fu ammorbidito, e
ringhiato sotto del suo baffi
"Quindi! Quindi! Lei soffre. Bene, quello è qualche cosa."
Lui rispose a Marsa che lui ritornerebbe quando lui aveva finito un lavoro lui aveva
votato portare a termine; e, senza spiegare niente al Tzigana, lui
aggiunto, alla fine della sua lettera, queste parole che, enigmatical come loro
era, diede una speranza vaga, inesplicabile a Marsa "E prega che io posso
ritorni presto!"
Il giorno dopo che lui aveva spedito questa lettera a Maisons-Lafitte, Varhely
ricevuto da Ladany una comunicazione per subito venire al ministero.
Sul suo arrivo là, Conti Josef gli diede una spedizione. Il russo
ministro di affari stranieri telegrafò al suo collega a Vienna che
la sua Maestà che lo Zar ha acconsentito alla liberazione di Conte Menko, implicò
nell'affare di Labanoff. Labanoff probabilmente sarebbe spedito a Siberia il
il molto giorno che Conta Menko riceverebbe un passaporto ed una scorta al
frontiera. Conte Menko aveva scelto Italia per la sua ritirata, e lui può
inizio per Firenze il giorno la sua Eccellenza ricevette questa spedizione.
""Bene, il mio caro ministro", Varhely esclamato La ringrazia milli volte.
E, coi miei grazie, il mio addio. Io sto andando anche da Firenze."